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Il Tirreno Livorno - Il sollievo delle famiglie, e D'Alesio brinda con lo champagne

 

LIVORNO. E alla fine saltarono i tappi. Tappi di una bottiglia di Philipponat nel palazzo di D’Alesio, sui fossi della Venezia. Tappi di una italica bottiglia di spumante a casa di Luca Giglioli. L’incubo è finito e ieri è stato un giorno di inaspettata gioia nelle case dei livornesi finiti in mano ai pirati somali e liberati dal blitz inglese. Ieri sera Stefano Mariotti, 35 anni, ufficiale di coperta, ha telefonato a casa, un appartamento al quinto piano di via Temistocle Guerrazzi nel quartiere di Fabbricotti, e ha parlato con la madre Nadia Donati. Ha telefonato a casa anche Luca Giglioli, 22 anni, istituto magistrale e poi un anno di «allineanmento» all’istituto Nautico di Porto Santo Stefano. Ed entrambi hanno ripetuto come un mantra: non preoccupatevi, stiamo bene, ma non sappiamo se e quando torneremo.
 La “Montecristo”, infatti, è stata danneggiata dai piloti, soprattutto alla strumentazione, e non è in grado di navigare in sicurezza. Per questo stamani sarà scortata dall’Andrea Doria della Marina Italiana al porto di Gibuti, nel Corno d’Africa: qui resterà probabilmente per le riparazioni. E dunque il viaggio in Vietnam, per ora, salta.
 Le condizioni della nave passano in secondo piano, alla sede della D’Alesio Group. Dove c’è grande soddisfazione per una soluzione inaspettata nei tempi. «Abbiamo avuto c.» scherza Nello D’Alesio presidente della società, affidando a una nota «il forte apprezzamento per l’efficace collaborazione fra tutti gli attori istituzionali, italiani ed esteri, che ha consentito lo svolgimento della brillante operazione odierna». Un’operazione «che si è potuta verificare grazie alla professionalità del Comandante Diego Scussat e del suo equipaggio, all’efficacia degli equipaggiamenti della motonave e al rispetto delle procedure apprese durante la formazione ricevuta dal personale di bordo per opera del team di esperti di security». «Un ringraziamento - conclude D’Alesio - va al Ministero degli affari Esteri, che, attraverso l’unità di crisi, sin dai primi momenti ha seguito con massima attenzione la vicenda, e al Comando Operativo Interforze del Ministero della Difesa. Un pensiero particolare va agli amici armatori Fratelli D’Amato e perseveranza proprietari delle navi italiane ancora in ostaggio dei pirati, vicini al gruppo D’Alesio in questi momenti».


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