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Il Tirreno Livorno - Rifiuti, una sola azienda per tutta la costa

 

ALESSANDRO GUARDUCCI
 LIVORNO. Tra poco più di un anno, la Toscana costiera (Livorno, Pisa, Lucca e Massa-Carrara) avrà un unico gestore per i rifiuti solidi urbani. Lo ha dichiarato Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente dell’Ambito territoriale “Toscana Costa”, nel corso di una riunione svoltasi nella sala giunta del Municipio che è servita per fare il punto sulla lunga e complessa procedura.
 Una vera e propria rivoluzione - come ha sottolineato anche l’assessore Mauro Grassi (Alessandro Cosimi era impegnato a Bruxelles) - con l’intero ciclo di gestione dei rifiuti che sarà affidato a una società mista: al 60 per cento pubblica (la “NewCo” sarà costituita dai Comuni entro la fine dell’anno) e al 40 da un socio privato, che sarà selezionato con una gara (il bando verrà pubblicato entro il prossimo 31 dicembre).
 L’obiettivo è appunto quello di affidare il servizio entro la fine del 2012. E superare così quella frammentazione che caratterizza la gestione dei rifiuti nella Toscana costiera. Attualmente, infatti, sul territorio di Pisa, Livorno, Lucca e Massa-Carrara operano ben 22 gestori di servizi e 17 gestori di impianti (non sempre sovrapponibili ai gestori di servizio): in tutto una trentina di aziende per i rifiuti che saranno assorbite dalla società mista, con l’impegno di mantenere i livelli occupazionali attuali.
 Ma per fare tutto ciò ci sarà da lavorare ancora molto. Del resto l’operazione ha dimensioni davvero consistenti: interessa infatti un territorio di 1.350.000 abitanti, 111 Comuni e 4 Province, con una produzione annua di circa 1 milione di tonnellate di rifiuti e un gettito complessivo, tra Tarsu e Tia, di 260 milione di euro all’anno.
 Numeri importanti, insomma, tanto che Filippeschi ha sottolineato con orgoglio che la società unica «si attesterà tra i primi cinque competitors nazionali di settore». Un dato, questo, che è emerso dallo studio di fattibilità della nuova società predisposto da Kpmg Advisory. E che ha confermato, appunto, l’opportunità dell’operazione fissando tre punti principali: «Sussistono le condizioni di carattere societario, economico e patrimoniale per procedere; l’aggregazione può generare un soggetto in grado di esprimere sinergie importanti; su alcune criticità industriali (gestione del ciclo, investimenti, gestione dei crediti) sarà fondamentale il contributo del futuro socio privato».
 Via libera, quindi, alla maxi-società mista: non è ancora stato deciso dove avrà sede, ma è certo che la parte pubblica esprimerà il presidente, mentre al socio privato spetterà il presidente del cda. «Per noi il gestore unico è un obiettivo strategico - spiega Marco Filippeschi - dovuto alla necessità di superare una condizione di grandissima frammentazione e quindi di grande fragilità nella gestione di un servizio essenziale: i livelli di servizio e di impianti oggi sono disomogenei, il coordinamento degli investimenti è molto limitato e l’applicazione tariffaria è eterogenea». Il passaggio da un quadro così frastagliato a un unico gestore è quindi una grande svolta per la Toscana costiera e al tempo stesso un’impresa molto difficile, basti pensare alle diverse situazioni in cui si trovano le aziende operanti oggi sul territorio. Ma il presidente dell’Ato è fiducioso. «Avere una società unica - aggiunge - vuol dire anche realizzare economie di scala nella gestione e avere una maggiore consistenza per effettuare i grandi investimenti». Un capitolo importante riguarda le tariffe: nell’Ato Toscana Costa ci sono 27 Comuni che hanno adottato già la Tia e 84 Comuni che hanno ancora in vigore la Tarsu. È stato deciso di completare entro il 2016 il progressivo passaggio da Tarsu a Tia, poi sarà avviato il processo verso la tariffa unica. «Ci sarà un risparmio per i contribuenti», annuncia Filippeschi. Vedremo se sarà così.


L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE
 
«C’è l’autorizzazione, la terza linea dell’inceneritore si farà»
 
 
 LIVORNO. «La terza linea dell’inceneritore si farà: ora è più che mai una certezza». L’annuncio di Mauro Grassi, assessore all’urbanistica e all’ambiente (rappresentava anche il sindaco, assente per impegni a Bruxelles), arriva quando la conferenza sulla società unica per la gestione dei rifiuti volge ormai al termine. «Il problema di questi impianti - prosegue - è riuscire a ottenere l’autorizzazione. E infatti, anche in questo caso, ci sono voluti più o meno dieci anni: ora che l’autorizzazione c’è, non vedo ostacoli alla sua realizzazione. Inoltre, la costituzione di una società mista nell’Ato Toscana Costa dà maggiori garanzie sul fronte degli investimenti. Per questo sono convinto che la terza linea si farà in tempi brevi».
 Il che non significa rinunciare a perseguire progetti come quello dei “rifiuti zero”. «È una buona pratica - spiega Grassi - che troverà potenziamento con la costituzione della nuova società. Così come la raccolta porta a porta. Ma sono progetti a lunga scadenza: nell’imm ediato abbiamo bisogno dlela terza linea».
 E a questo punto, l’assessore non riesce a trattenere una frecciatina nei confronti dei suoi concittadini fiorentini. «Evitiamo di fare come a Firenze - afferma - dove ogni giorno parte un’idea per cambiare il mondo». Il riferimento, probabilmente, è alla Tav e ai dubbi sulla realizzazione dell’opera che sono sorti proprio quando i lavori stavano per partire.
 «La politica, quando compie delle scelte, deve necessariamente tenere di conto della partecipazione dei cittadini e delle loro istanze - afferma l’assessore, senza però citare qualche opera in particolare - ma una volta che un progetto è stato sottoposto a tutte le verifiche, ha superato tutte le valutazioni e ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, non si può poi tornare indietro: bisogna fare, non possiamo continuare a essere il paese dei ripensamenti». Che parlasse anche del rigassificatore della Olt?
A.G.


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