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Rea, Gavioli resiste: si va in tribunale - La Nazione Rosignano
Rosignano, parla il presidente del Cda Ghelardini: «Impugneremo la delibera»
di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
REA. Avanti tutta. In tribunale. Come d’altra parte il sindaco Alessandro Franchi ci aveva preannunciato quando era partita la raccomandata per esercitare il diritto di prelazione contabilizzato in 808mila euro e spiccioli sul 24% di quote Rea, partecipata di maggioranza di Rosignano, detenute da Enerambiente barra EnerTech e comunque sempre galassia Stefano Gavioli, indagato per usura nell’emergenza spazzatura napoletana nonché per frode fiscale nell’inchiesta sulla discarica di Alli, gestita con il passaggio da Slia a Enerambiente, su cui c’è un’informativa antimafia, a Enertech, stesso iter societario snodatosi in Rea.
GAVIOLI ha risposto picche al comune, mettendo in dubbio anche la legittimità del CdA rinnovato a luglio da cui è stato estromesso, e con lui i soci di parte privata. Strada intrapresa, oltre che per sbarazzarsi dell’imbarazzante socio privato, per arrivare a una Rea tutta pubblica che continui a occuparsi di rifiuti. E allora, mentre Franchi ci aggiorna di aver dato mandato ai legali per “approfondimenti tecnici per capire come muoversi” , tutte le novità ce le racconta Fabio Ghelardini, presidente del CdA di Rea da dicembre 2004.
Ghelardini, partiamo dal Cda.
«Impugneranno la delibera dell’assemblea».
In base all’articolo 13 per cui la nomina dei componenti deve tener conto della ripartizione delle azioni societarie pubbliche e private?
«Sì. Ma è un articolo estremamente vago, secondo il nostro legale non dovrebbero esserci problemi. Di solito negli statuti dovrebbe esserci scritto con chiarezza quanto nella parte pubblica e nella parte privata».
Di conseguenza viene contestato anche il presidente del CdA.
«Sì. Chiederanno la revoca».
Sarà battaglia legale.
«Non c’è dubbio. Ma siamo sereni verso questi elementi di resistenza avanzati da Enerambiente o chi per essa».
Ha risposto alla raccomandata Enerambiente, Ener Tech o Gavioli?
«L’avvocato Tonetto».
Per quanto concerne il diritto di prelazione c’è un “no non si tratta” o è questione di soldi?
«Niente di più vago di quello che vagamente ha detto lei. Solo Rosignano ha esercitato il diritto di prelazione e la disponibilità a trattare dipende dal Comune. Il loro è un no rispetto al diritto di prelazione e 808mila euro, non so che cifra abbiano in mente , so che dalla stima fatta da noi la cifra è quella».
Ghelardini, dunque Rea vale poco più di tre milioni.
«Più o meno. Guardi, sono convinto di una cosa. La trasparenza dei comportamenti è fondamentale. Macelloni, presidente della società che gestisce la discarica di Peccioli, ha appena fatto un convegno su rifiuti e legalità e questo è significativo».
Qualcuno però sta dicendo stop ai certificati antimafia.
«Stendiamo un velo pietoso. Tutti i componenti del CdA di Rea sono tenuti a presentare il certificato antimafia».
ROSIGNANO IL COORDINATORE DI RD INTERVIENE SULLA BATTAGLIA LEGALE TRA GAVIOLI E LA REA
Sargenti: «E’ la dimostrazione degli errori fatti»
— ROSIGNANO —
E SULLA QUESTIONE c’è l’intervento di Rosignano Democratica col coordinatore Giacomo Sargenti, che parla di «inadeguatezza del sindaco». Sargenti punta il dito su un altro articolo dello statuto, il 14. «Il 24 giugno 2008 nello studio notarile Tamma venne convocata un’assemblea straordinaria a cui parteciparono rappresentati del 74% dei soci con il CdA di Rea per modificare l’articolo 14 inserendo l’ integrazione “Il CdA, considerate le particolari necessità dell’azienda, può nominare tra i suoi membri un consigliere delegato fissandone le attribuzioni, entro i limiti di cui all’articolo 2381 del c.c. Al consigliere delegato saranno delegate le attribuzioni relative all’operatività tecnica e funzionale della società”. Per Sargenti l’obiettivo era creare una figura super partes che avrebbe garantito la salvaguardia e la continuità della gestione operativa nel momento in cui fossero emerse conflittualità politiche o pubblico/private all’interno del CdA, «una soluzione per mantenere l’operatività e lo sviluppo di Rea nella piena trasparenza e nel rispetto delle normative senza innescare un procedimento giudiziale che sta coinvolgendo il nuovo CdA ed anche il presidente Ghelardini». Franchi, prosegue Sargenti, avrebbe potuto chiedere la rappresentanza di un «membro delegato di Enerambiente, quindi il CdA di maggioranza pubblica avrebbe invocato l’articolo 14 e la nomina di un consigliere delegato (Amministratore Delegato) di espressione pubblica . Invece così sono stati innescati i presupposti per un’azione di rivalsa dell’azionariato privato di Rea, trascinando la stessa Rea in una situazione di instabilità e perdita d’immagine».
c.g.
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