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Limoncino, autocritica della commissione di garanzia della Provincia - La Nazione Livorno

 

«Troppe responsabilità ai dirigenti Grave la latitanza della politica»

— LIVORNO —
«HO DOVUTO assumermi delle reponsabilità che non sono proprie dei dirigenti ma della politica». Maurizio Zingoni, presidente della Commissione di garanzia e controllo ripete le parole pronunciate dal dirigente Reginaldo Serra il cui nome compare nella lista degli indagati nell’inchiesta della discarica del Limoncino. Parole pesanti che mettono in evidenza come il processo autorizzativo che ha portato la Provincia a dare l’ok alla discarica del Limoncino non sia stato privo di tensioni. A partire dalel preoccupazioni dell’architetto Serra — dirigente del settore ambiente — che è stato ascoltato dai commissari di garanzia e controllo lo scorso 20 giugno. Un incontro a porte chiuse del quale solo ora trapelano alcune dichiarazioni ripetute dal presidente Zingoni. «C’è stato un problema di competenza autorizzativa — dice Zingoni — e il problema è dovuto alla mancanza di atti di indirizzo chiari. Il piano territoriale di coordinamento elaborato dalla Provincia è fumoso e il dirigente non ha le garanzie per prendere le decisioni». Tra l’altro Zingoni ricorda lo scambio di email tra il dirigente Serra e l’ex segretario Battista proprio sulle perplessità relative a chi doveva firmate certi atti: giunta o dirigente?
«RICODIAMO anche le parole del presidente della Provincia Giorgio Kutufà — continua Zingoni — pronunciate nella riunione del primo marzo scorso. Kutufà disse chiaramente chel’iter autorizzativo era stato un atto dirigenziale e non politico, cioè della giunta». Insomma, da una parte i dirigenti che hanno dovuto dare risposte alle legittime richieste degli imprenditori, dall’altra il livello politico che «è stato assente» hanno ribadito ieri in commissioen di garanzia alcuni consiglieri tra cui Kety Pini, del Pd. «La responsabilità della politica è chiara — dice la consigliera di San Vincenzo che si sta distinguendo in questo scorcio di mandato per la chiarezza espositiva — perché ci doveva essere più informazione». La politica, però, non ha mai colpe: «La responsabilità politica purtroppo — dice Silvio Lami di Rifondazione — non verrà mai condannata».
LO DIMOSTRANO i nomi iscritti nel registro delle indagini della Magistratura. Anche se la richiesta di una discarica sembra avere una matrice politica: «E’ stato il centrodestra — ha chiarito Zingoni — a chiedere la realizzazione in questa città di una discarica per inerti. Il problema è che noi avremmo fatto tutto un altro percorso per individuare il sito»; «Le imprese locali — ha rincarato Gragnoli — devono avere una risposta per lo smaltimento dei rifiuti, perché non possono non essere competitivi per gli elevati costi di smaltimento». La commissione di garanzia e controllo è in attesa di conoscere l’esito dello stress-test poi produrrà una relazione del lavoro svolto in questi mesi.
Michela Berti

L’ESAME ENTRO LA SETTIMANA CI SARà LA DETERMINA PER AFFIDARE L’INCARICO
Pronti per lo stress-test alla discarica E il Pdl attacca: «E’ un danno erariale»
ENTRO LA SETTIMANA il geologo Enrico Bartoletti preparerà la determina con la quale sarà assegnato all’Università di Roma l’incarico per realizzare lo «stress-test». E’ l’esame, sul progetto del Limoncino, che si basa sugli elementi naturalistici per capire quanto la discarica interferisca con l’ambiente. Ne ha dato notizia lo stesso Bartoletti chiamato ieri mattina in commissione di garanzia e controllo. La Provincia ha messo a disposizione 54mila euro per la realizzazione di questo test ma, ha assicurato Bartoletti, potrebbe essere risparmiato qualcosa. Anche se, comunque, si tratta di un bel po’ di soldini. Il problema è stato sollevato dal consigliere del Pdl Benito Gragnoli: «Cosa succederà se lo stress test dovesse stabilire che quel sito non è idoneo ad ospitare una discarica? Sono molto preoccupato per le ripercussioni che un’eventuale richiesta di risarcimento da parte dell’imprenditore potrebbero esserci sulla Provincia. Altro che lodo Fremura!». Il dubbio è lecito. Pechè, nei fatti, lo stress-test non è un esame previsto dalla normativa. Ecco che, se risultasse penalizzante per la discarica, la Provincia non avrebbe altri strumenti che il ritiro della concessione e l’effetto domino sarebbe la richiesta danni da parte di Bellabarba. Che intanto continua a portare avanti i lavori sul Monte La Poggia e l’attività entro fine ottobre entrerà in funzione.
«NOI RITENIAMO questa spesa del tutto inutile — hanno detto i consiglieri del Pdl Zingoni e Gragnoli — e stiamo valutando un possibile esposto alla Corte dei Conti per danno erariale. Soldi dei cittadini che potrebbero essere spesi in ben altro modo».
m. b.

CAMPAGNA a tappeto per sensibilizzare i livornesi sulla vicenda della discarica del Limoncino e invitarli a partecipare ad un’altra delle manifestazioni autunnali che è in programma per venerdì 23 settembre alle 17 sulle strisce pedonali del viale Carducci precisamente all’altezza del Parterre. Oggi e domani il Comitato antidiscarica, che ha fatto stampare circa 1000 volantini, questa volta, vuole invitare i cittadini all’iniziativa informandoli per tempo, per questo attaccherà ai palazzi di viale Carducci e della zona un volantino per invitare i residenti ad essere presente e per spiegare che «la discarica del Limoncino in realtà è dei livornesi e non solo del Comitato».
COSì da stamani con pazienza ed impegno certosino verranno affissi ai palazzi i volantini.
«Non li imbuchiamo perché sui portoni dei palazzi li possono vedere anche gli automibilisti», ha spiegato Rosaria Scaffidi. L’appuntamento è per venerdì alle 17 sulle strisce pedonali dove il comitato e gli altri comitati «passeggeranno» e distribuiranno altri volantini e daranno tutte le informazioni a coloro che vorranno notizie su questo progetto. Ci saranno anche i cartelli e la documentazione sulla storia della ex cava, sulla realizzazione della discarica, insomma tutto un anno di battaglie del comitato iniziato nell’agosto del 2010. E in calendario ci sono altre manifestazioni in città. Insomma la lotta non si ferma.
m.n.


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