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«Reefer», la grande occasione per l'ortofrutta nel Mediterraneo - La Nazione Livorno

 

PORTO MA LO SCALO HA BISOGNO DI DECISIONI E GLI APPELLI CADONO NEL SILENZIO


 


di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
OGGI VIENE inaugurato il «Livorno Reefer», presentato ieri dalla Cilp come il secondo impianto in Italia per capacità e il terzo in Mediterraneo dopo un analogo centro — ma meno moderno — in Francia. E’ una grossa occasione, con una capacità di circa 400 mila tonnellate di ortofrutta a rotazione, 9 mila teu refrigerati e un break-even di 250 mila tonnellate/anno, non certo irraggiungibile visto che tra Dole (che già vi opera) e il socio privato Baccini si sfiorano già le 150 mila. Una prima nave sperimentale, della Dole, ha confermato rese eccellenti, nettamente superiori a quelle dell’ex terminal in Alto Fondale. E la compagine sociale del «Reefer» (40% Cilp, 28% Sar, 24% Saffi, 8% Baccini) è convinta che arriveranno presto altri traffici, a partire da 5 mila tonnellate di agrumi dall’Uruguay (oggi sarà presente l’ambasciatore). Ma se l’apertura ufficiale del «Livorno Reefer» segna un punto importante in vista di traffici totalmente nuovi — e si esce finalmente dalla «guerra tra poveri» per strapparsi l’un l’altro traffici già esistenti — il presidente dei portuali Enzo Raugei ha dovuto ammettere che il momento sul porto è pesante, molti interventi urgentissimi slittano o sono programmati in tempi lunghi; e in particolare «sono mancate risposte dirette e immediate delle istituzioni» alle grida di dolore che si sono levate in questi giorni da più parti, in primis con la lettera aperta del pilota Ciro Milani sottoscritta — per la prima volta nella storia del porto — da tutti i principali operatori dello scalo. Un «grido di dolore», quello degli imprenditori, che è caduto in un fragoroso silenzio: quando ci si sarebbe aspettati una pronta e altrettanto pubblica risposta dell’Autorità portuale, del Comune, della Provincia e della stessa Regione Toscana. Tanto più che immediatamente prima e immediatamente dopo altrettante lettere-appello erano pervenute dalla Filt-Cgil (che minaccia lo stato di agitazione in porto) e ieri dai dipendenti del terminal TdT, che lamenta «poche navi e poco cariche», ma specialmente nessuna risposta dalla politica che «si gingilla sulle cariche».
RAUGEI ha lamentato che tutti questi appelli hanno dato fuori da Livorno l’impressione di una «grande crisi del porto»; ma ha anche ammesso che i rimedi stanno procedendo con tempi lentissimi- lo spostamento dei tubi dell’Eni al Marzocco, di cui si parla da anni, avverrà solo entro fine anno — e in alcuni casi non ci sono proprio. In sostanza: se i privati stanno facendo i loro sforzi per difendere le proprie attività sul porto, incrementando e investendo, le istituzioni non sembrano altrettanto impegnate. E se lo sono, i lavoratori hanno l’impressione che lo siano solo per contendersi le poltrone, le cariche e le posizioni di potere. Visto che anche il recente incaglio di una portacontenitori in Darsena Toscana non ha avuto nemmeno una parole di interesse e preoccupazione dalle istituzioni. Un brutto, bruttissimo segnale, insieme al silenzio sull’appello-Milani.

L’INIZIATIVA
Workshop al Lem sullo sviluppo di traffici marittimi
LA VISIONE s’allarga, le ambizioni anche. E’ il caso del workshop internazionale di due giorni che domani e venerdi si tiene al LEM su «Livorno, porto gateway tra Mediterraneo e nuovi baricentri economici europei»: sottotitolo «le opportunità di sviluppo e cooperazione con il Marocco». E proprio il regno del Marocco, con il suo recente rilancio economico e le normative sulla portualità ammodernate in chiave europea, è il partner privilegiato dell’incontro, che nasce nel quadro del progetto Italmed a sostegno della cooperazione regionale; progetto finanziato da Stato, regioni Toscana, Campania e Friuli- Venezia Giulia. Per il più stabile e dinamico tra i paesi del Maghreb interverranno l’ambasciatore Hassan Abouyoub e il direttore dell’agenzia nazionale dei porti, signora Nadia Laraki.
IL coordinamento operativo dell’intero progetto nella Port Authority di Livorno è di Antonella Querci, con la collaborazione della scuola di logistica di villa Letizia (emanazione del Sant’Anna di Pisa) di Giovanna Colombini. Tre le sessioni previste: domani dalle 16 si parla di nuove rotte globali e baricentri economici europei. Venerdi mattina di cooperazione mediterranea tra porti e nel pomeriggio di strategie degli operatori logistici. Impegnati docenti, specialisti, categorie.
A. F.


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