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Sull'ipotesi di dislocare la discarica, Bellabarba risponde: «Non siamo interessati» - La Nazione Livorno domenica 24 luglio

 

E tutto per risolvere i guai dell’Aamps


— LIVORNO —
«NESSUNO ci ha fatto ufficialmente qualche proposta. La società è rispettosa del ruolo delle istituzioni e delle amministrazioni. Se vorranno convocarci noi siamo disposti a sederci ad un tavolo. Ma se qualcuno sta davvero pensano a Vallin dell’Aquila, chiariamo che per noi quella strada non è percorribile. Non siamo interessati». Simone Bartoli, ex membro della segretria comunale del Pd dimessosi da pochi giorni (altri personaggi di area Pd sono consulenti di Bellabarba) portavoce dell’azienda, non usa mezzi termini: «La discarica sarà aperta tra poche settimane perchè è pronta a ricevere i rifiuti come previsto dalle autorizzazioni. Sono stati fatti investimenti importanti che hanno la necessità di rientrare». Non c’è chiusura da parte di Bellabarba, almeno nella volontà: «L’azienda ha solo un’esigenza — prosegue Bartoli — ed è quella di aprire la discarica».
OVVIAMENTE dietro a queste parole chiare e determinate c’è una preoccupazione evidente dettata dalla domanda: perché le istituzioni hanno la necessità di trovare un altro sito? Che gli amministratori — soprattutto l’assessore all’ambiente della provincia Nicola Nista — stiano cercando da tempo un’alternativa al Limoncino era cosa nota. Più oscuri invece sarebbero i motivi di tale decisioni. La protesta del Comitato contrario alla discarica del Limoncino non basta a giustificare un cambiamento come questo. Anche se le promesse che qualche «compagno» avrebbe fatto in campagna elettorale ai residenti di via del Limoncino — compreso a coloro che hanno costruito case abusive a rischio demolizione — pesano come un macigno sul Partito Democratico che in questa vicenda ha mostrato tutta la sua debolezza.
SOTTO TRACCIA, si rincorre la voce di un tentativo di coinvolgere, in questo progetto che vede protagonista il privato Bellabarba, anche altre due aziende: la Lonzi e l’Aamps. Corre voce che la prima sarebbe creditrice di un bel po’ di soldini nei confronti dell’azienda pubblica, sempre presieduta da esponenti prima dei Ds poi del Pd. Un credito che potrebbe mettere in grosse difficoltà l’azienda municipale del pubblico servizio. Da qui l’idea di costituire una società mista tra pubblico (Aamps) e privati (Bellabarba, Lonzi ecc...) che gestisca il sistema di smaltimento dei rifiuti sul territorio. Ora poi che tutta la battaglia «sociale» è stata fatta dall’imprenditore Bellabarba, la partita appare facile. Ma per niente scontata visto che l’imprenditore ha le carte in regola per aprire a fine estate e godere degli onori, soprattutto economici. L’assessore Nista, che si è mosso per trovare una soluzione a qusta delicata e complicata vicenda, sta giocando tutte le carte, compresa l’ipotesi di riaprire la cava Cementir a Vallin dell’Aquila che mostra tutti i limiti nelle ridotte dimensioni.
ALTRA IPOTESI è quella di Scapigliato, la discarica di Rosignano che appare ben più strutturata. Ma la proposta che gli enti locali dovrebbero fare a Bellabarba per coinvolgerlo in questa operazione rocambolesca, dovrebbe essere così allettante da giustificare gli oltre 8 milioni di euro spesi fino ad oggi al Limoncino. Ovviamente tante chiacchiere, tipiche dei politici, e pochi fatti. E mentre è iniziato il conto alla rovescia per l’apertura del Limoncino, Bartoli ricorda: «Alla discarica ci lavorano 88 persone. Un Comitato di trecento persone, contando i famigliari. non so se la città di Livorno potrà permetterselo. E non è una minaccia».
m. b.

IL COMITATO E L’AVVOCATO ROSSI VUOL SAPERE SE L’AZIENDA È AUTORIZZATA A GESTIRE LA BONIFICA DEI SITI
I frontisti organizzano incontri nei quartieri con i cittadini
INCONTRI nelle circoscrizioni di tutti i quartieri per far conoscere ai livornesi il Limoncino, il Monte La Poggia, il pasticcio della discarica: è il progetto, già messo in atto con il primo incontro avvenuto nella sede della circoscrizione 4, del Comitato dei residenti del Limoncino. «Andremo in tutti i quartieri — spiega Rosaria Scaffidi — incontreremo i livornesi, li informeremo di cosa sta succedendo con fotografie e documenti alla mano. La discarica non riguarda solo il Limoncino, ma tutta la città. E dopo il buon esito dell’iniziativa alla circoscrizione 4 ripeteremo gli incontri in tutti i quartieri. Partiremo dalla prossima settimana». Il comitato va avanti, non si arrende e vuole coinvolgere in questa storia la città. Domattina, anzi, presidio e blocco del traffico all’inizio di via del Limoncino. L’avvocato Patrizio Rossi, intanto, ha presentato a Palazzo Granducale un’istanza di accesso alla Provincia per sapere se la Bellabarba sia iscritta all’albo dei gestori ambientali anche nella categoria «bonifica siti«. L’istanza è stata presentata all’area dipartimento ambiente della Provincia e di contro è stata consegnata la ricevuta di deposito. Rossi aspetta e la risposta è importante per capire in modo più complessivo questa storia sulla quale lavora l’autorità giudiziaria.
INTANTO fino a fine agosto non andranno avanti i lavori dei consulenti del giudice Roberto Urgese. I sopralluoghi, previsti per venerdì 21 giugno e per ieri, sono saltati, come viene spiegato in una lettera, per le cattive condizioni metereologiche. L’attività dei consulenti riprenderà a fine mese. «Questa decisione, per altro legittima, ci preoccupa per molti motivi — dicono i residenti — si allungano i tempi e si rischia che il deposito della prerelazione previsto per metà settembre possa slittare».
Maria Nudi

LA REAZIONE
«Via i rifiuti, pensiamo solo al ripristino ambientale»
«DOPO QUASI un anno sta finalmente prendendo forma una soluzione sulla discarica di Limoncino». Il consigliere comunale del Pd presidente della IV commissione Assetto del territorio, Adriano Tramonti, giovedì mattina, si era fatto vedere al consiglio provinciale. In realtà cercava l’assessore all’ambiente Nicola Nista ed ha annunciato che ieri avrebbe inviato una nota sulla discarica del Limoncino. «C’è la soluzione» aveva detto. «L’impianto di discarica sul Monte la Poggia non è e non è mai stato sostenibile per tanti motivi, uno su tutti la sua collocazione (all’ingresso del parco dei monti livornesi)».
«IN SILENZIO il partito del territorio (il Pd, ndr) lo ha sempre sostenuto ed ora che le istituzioni, Comune e Provincia, stanno discutendo della nuova destinazione, crediamo sia il giusto epilogo per una scelta pensata e partorita male. Nella proposta però non ci convince molto il futuro del Monte La Poggia, la definizione di discarica deve sparire dalla cava e con essa tutti i rifiuti connessi, per un più consono ripristino ambientale, che si intreccerebbe perfettamente con un impianto fotovoltaico a cava ripristinata».
TRAMONTI, che in questi mesi è sempre stato vicino alle istanze del Comitato dei residenti, prosegue: «Dobbiamo superare anche l’empasse sulla strada, oggetto di forti contese, con una via alternativa che ci permetta di alleggerire la pressione sui frontisti. Questa nuova definizione deve maturare velocemente, in modo da salvaguardare una ditta radicata sul territorio e brava gente che vive in quel territorio».


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