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Limoncino, la rabbia di Bellabarba dopo l'incendio doloso alla discarica - La Nazione Livorno lunedì 18 luglio

 

«Ora è salito il livello della protesta con questo atto da veri criminali»

— LIVORNO —
«CON QUESTO ATTO criminale c’è un salto di livello nella protesta che è legittima quando avviene in maniera democratica, non così. Ora dovrò mettere un sistema di vigilanza notturno. E sarà un altro costo per la mia azienda». Paolo Bellabarba, ieri mattina, era visibilmente scosso dopo il rogo di natura dolosa — conferma la Questura — che nella notte di sabato (vedi il servizio in cronaca nazionale) ha distrutto quindici rotoli di polietilene acquistati in Germania per impermeabilizare il fondo della discarica. Erano le una e mezzo di notte quando un dipendente della ditta Bellabarba ha visto, dalla variante Aurelia, il rogo sul Monte La Poggia. Ha dato l’allarme e l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio: ovvero che le fiamme, alimentate dal forte vento, bruciassero la vicina vegetazione del parco. I rotoli, custoditi a pochi metri dalla recinzione della discarica, sono andati completamente distrutti. «Mi è stato fatto un danno economico per 50mila euro — dice Bellabarba — a questo si aggiunge anche il danno morale». E il neo consulente Simone Bartoli rincara: «Servono parole chiare da parte delle istituzioni locali perché questo è un impianto pulito. Bellabarba ha sempre lavorato con serenità e in simili gesti folli si annidano altri interessi. Questa non è la discarica di Bellabarba ma della città di Livorno. Sia chiaro». Un atto ben più grave, insomma, dei danni che qualche settimana fa erano stati fatti ad alcuni camion dell’azienda; un atto che fa salire ancora di più la tensione su questa delicata vicenda. «La discarica entro la metà di agosto entrerà in funzione — assicura l’imprenditore — anche se ora dovremo fare un nuovo ordine di polietilene. La squadra di operai esperti alla messa in opera del materiale arriverà nelle prossime ore e coprirà lo strato di argilla e quello di bentonite. Una volta messo il polietilene e posizionati i teli antipunzonature sarà attivata la rete di drenaggio e la discarica sarà pronta». Immediate le parole di condanna da parte del Comitato a tutela del Limoncino: «Esprimiamo ferma condanna per ogni forma di violenza e di violazione della legalità. L’azione del Comitato in funzione antidiscarica proseguirà nelle forme dell’informazione, della sensibilizzazione della cittadinanza e delle vie giurisdizionali, rifiutando ogni provocazione ed ogni forma di lotta non legale». L’avvocato Patrizio Rossi, impegnato a rappresentare le istanze e gli interessi dei cittadini che aderiscono al Comitato, non usa mezzi termini nel condannare il rogo: «Non possiamo che stigmatizzare qualsiasi provocazione o forma di lotta che non si muova nel rispetto delle leggi. Noi per quanto ci riguarda ci siamo sempre mossi nel rispetto delle regole».
PAROLE che sono state ribadite anche da Rosaria Scaffidi presidente del Comitato. L’avvocato Rossi, però, fa sapere che «stamani (ieri, ndr) mi sono recato al presidio in via del Limoncino per raccogliere le adesione al ricorso al giudice di pace di coloro, tra i frontisti, che sono stati multati dai vigili urbani l’11 e il 12 luglio perché rei di avere lasciato in divieto di sosta le loro auto in via del Limonino che è a nostro parere una strada vicinale privata». In serata è arrivata anche la solidarietà a Bellabarba da parte della Cna.
Michela Berti
Monica Dolciotti

LE REAZIONI
E Kutufà ricorda «Per prevenire questo, scrissi al prefetto»
«ESPRIMO ferma condanna nei confronti
di un simile gesto che poteva avere conseguenze ben più gravi, se le fiamme si fossero estese anche alla vegetazione». Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà condatta il rogo sul Monte La Poggia e ricorda la lettera che a maggio scrisse al prefetto chiedendo un intervento per evitare che al Limoncino si verificassero gesti inconsulti.
«ASPETTIAMO di sapere se si tratta davvero di un incendio “doloso” o per altra causa — scrive il consigliere provinciale del Pdl Alessandro Corsinovi — e se si tratta di sabotaggio la cosa piu urgente e importante sarebbe quella di trovare i sabotatori. Non è stato così per l’episodio di dannegguiamento di alcuni mesi fa di cui stranamente non si è saputo più nulla.
Sorge però anche un altro problema: pensavamo che questo materiale di polietilene fosse resistente, invece si scopre che si può facilmente distruggere e la cosa desta qualche preoccupazione per il futuro della discarica una volta in funzione. Fare una cosa del genere è comunque roba da vigliacchi, chiunque lo abbia fatto, volontariamente o meno».


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