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La Nazione Piombino - «Lucchini, non c'è nessuna divisione Situazione difficile, ma lo sapevamo»

 

— PIOMBINO —
«PER NOI NESSUNA divisione, pensiamo solo ai problemi dei lavoratori», e sulla Lucchini «la situazione è difficile ma sulle scelte della riduzione dei turni sta prevalendo il senso di responsabilità dell’azienda». Replicano così i segretari della Fim e Uilm Fausto Fagioli e Vincenzo Renda alla Fiom che con il segretario Luciano Gabrielli e il coordinatore Rsu Mirko Lami erano intervenuti parlando della difficile situazione in fabbrica. «La Fiom parlando di disastro ha esagerato, questo non vuol dire che non ci siano problemi – evidenziano Renda e Fagioli - non siamo certo tranquilli, ma sapevamo che la situazione burocratica avrebbe allungato i tempi fino a tutto maggio». Fim e Uilm hanno poi annunciato che mercoledì sono partite (da parte di Fim, Fiom e Uilm) due richieste di incontro al Ministero dello sviluppo economico e dell’ambiente, «vogliamo capire e seguire come sta procedendo l’accordo con le banche. Siamo consapevoli che la situazione diventa ancora più complicata se quanto prima non viene trovato un assetto societario e vengono fatti investimenti. La scelta di abbassare la produzione è legata ad un senso di responsabilità dell’azienda che rinuncia a quote di produzione a causa dei prezzi altalenanti della materie prime, altrimenti l’azienda rischierebbe di produrre in perdita», puntando quindi su produzioni con maggior valore aggiunto.
«MERCOLEDì abbiamo informato i lavoratori dell’andamento dello stabilimento e delle riduzione dei turni. Riuniremo le Rsu per presentarsi ad un prossimo incontro con l’azienda per eventuali eccedenze – il riferimento è agli interinali (ndr) - su questo punto dobbiamo continuare un percorso iniziato. Noi pretenderemo che l’azienda richiami in caso di necessità per primi quei lavoratori che in partenza sapevano che l’assunzione era per alcuni mesi». Fim e Uilm sostengono anche la necessità che nei passaggi di appalto venga garantito anche il passaggio dei lavoratori.
E SULLE QUESTIONI delle divisioni con la Fiom, Renda e Fagioli sono chiari: «Da parte nostra vale la piattaforma rivendicativa di marzo. Ci sembra sterile e puerile che per una conferenza stampa che per noi è saltata a causa di impegni, venire fuori con divisioni sindacali che per noi non ci sono mai state. Alcune dichiarazioni ci hanno certo meravigliato, non ci sono mai stati problemi a livello territoriale. Il problema è la Fiom nazionale, ma al di là della politica a noi ci interessano i problemi dei lavoratori, con la consapevolezza che in questo territorio occupazione ed economia per adesso e per il futuro sono garantiti solo dal lavoro industriale». E ieri è intervenuto anche Maurizio Zoppi responsabile nazionale lavoro dell’Idv che ha evidenziato che «il punto è uno solo: le banche devono garantire gli investimenti per rinnovare l’altoforno, ristrutturare il debito e cercare soluzioni imprenditoriali che portino capitali veri da investire per produzioni di laminazione aggiuntive. E’ però necessario che prevalgano ragioni di politica industriale a interessi finanziari».
Maila Papi


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