Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Nel mirino dei doganieri i rifiuti irregolari - Il Tirreno Livorno

 

L’ufficio livornese incassa 1,3 miliardi di dazi e accise. Parte della merce sequestrata spedita ai terremotati di Haiti  
 
 
Caccia alla contraffazione: bloccati mezzo milione di vestiti e una valanga di scarpe  
 
  
MAURO ZUCCHELLI  
 
 LIVORNO. Per il ministro Tremonti vale oro un ufficio doganale come quello di Livorno: nei dodici mesi dello scorso anno ha accertato introiti per 1,31 miliardi di euro (1,22 quelli riscossi). Vorrà pur dire qualcosa se nelle 563 verifiche sulle accise (prodotti petroliferi e alcol) è stata scovata qualche magagna in quasi il 35% dei casi, 7 punti in più rispetto alle previsioni.
 Bisognerebbe aggiungere che i controlli anti-contraffazione sono stati il 59% in più di quanto preventivato.
 Ma, anziché fermarsi a cifre e percentuali complessive, vale la pena di leggere dietro il bollettino che mette in fila una sfilza di sequestri: si scopre un iceberg di traffici commerciali fuori regola che finiscono per infrangersi contro il muro delle normative doganali. Ad esempio, sul fronte della tutela del “made in Italy” le operazioni messe a segno dai doganieri livornesi hanno riguardato: 164 paia di tomaie con marchio Prada, 300 lampade alogene, 3.600 piastre per capelli, oltre 12 tonnellate di viti per legno, cinque quintali di rondelle in ferro zincato, 8,6 tonnellate di chiodi, quasi cinquemila estintori (perché non era indicato il Paese di provenienza).
 Un altro filone promettente ha a che vedere con traffici irregolari di rifiuti. Cinque i casi denunciati: 1) quasi quattro tonnellate e mezzo di scarti di lavorazione della pelle; 2) più di 550 quintali di parti di apparecchiature elettriche fuori uso; 3) oltre 27 tonnellate di componenti di computer; 4) poco meno di 200 quintali di cascami di plastica; 5) più di tre tonnellate di materiale usato (frigo, masserizie, materassi, sanitari, tv, porte).
 L’accusa di contrabbando, con una fatturazione inferiore al valore reale, è al centro dell’attenzione in due operazioni riguardanti una montagna di 16mila rotoli di tessuti di fibre sintetiche (valore un milione e mezzo di euro) più 25mila ombrelli.
 Nel mirino per contrabbando anche una autobotte di alcol etilico il cui grado è risultato assai al di sotto di quello indicato: quanto basta per beccarsi una multa da 33mila euro.
 Ma è la caccia anti-contraffazione ad impegnare sempre più spesso gli 007 delle Dogane: sotto i riflettori la maxi-operazione che, insieme alle denunce, ha portato al sequestro di oltre mezzo milione di capi di abbigliamento con il marchio “Legea”, di quasi 27mila articoli di pelletteria firmati Gucci o Louis Vuitton, di oltre 200 cinture e borse che, ai marchi già citati, aggiungevano quelli di Hermes, Chanel e Cavalli.
 Dietro questa carrellata di cifre c’è anche qualcos’altro: con l’ok del magistrato, la Dogana livornese ha preso 29 scatoloni di scarpe finite nel mirino per irregolarità e li ha inviati in segno di solidarietà alle popolazioni di Haiti, del Guatemala e del Salvador alle prese con le conseguenze di gravi catastrofi naturali.
 
IL NUOVO DIRETTORE  
 
Non siamo più solo gabellieri, Livorno in campo contro le frodi  
 
 
 LIVORNO. La Dogana non è più soltanto un gabelliere. Parola di Gianfranco Brosco, nuovo direttore dell’area Toscana Umbria Sardegna nella nuova geografia dell’Agenzia delle Dogane: ieri a Livorno per l’inaugurazione del Tan e per ricevere un riconoscimento dall’Assodoganieri.
 Perché questa riorganizzazione territoriale?
 «E’ una razionalizzazione che consente di recuperare energie in vista dei nuovi compiti per i nostri uffici».
 La gente vi vede ancora come riscossori di imposte alle frontiere e stop.
 «Sì, abbiamo compiti tributari ma anche per conto di enti come l’Authority...».
 E nel settore extratributario?
 «C’è la tutela della salute (cibi) e dell’ambiente (rifiuti), c’è la lotta alle contraffazioni, c’è il controllo sulle convenzioni per la tuitela delle specie protette. I nostri laboratori chimici servono all’attività istituzionale ma lavorano anche per le forze di polizia, le Procure (soprattutto droga)».
 E Livorno nella specializzazione degli uffici...
 «Ha una tradizione nella lotta contro le frodi. Senza contare la collaborazione con la Dogana Usa, a Livorno ha un proprio staff nella nostra sede di piazza dell’Arsenale».


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Lavoro Previdenza

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP