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«Bisogna spostare le aziende che inquinano la zona nord» - La Nazione Livorno

 

COMUNE LA COMMISSIONE HA DECISO ANCHE UN’AUDIZIONE COL COMITATO  
 

 —LIVORNO —
«BISOGNA cambiare posto alle aziende che inquinano nella zona nord di Livorno». Sono d’accordo nel chiederlo Marco Cannito di Città Diversa e il capogruppo del Pd Massimo Gulì. Lo invoca da mesi anche il «Comitato aria pulita Livorno nord», che ieri ha assistitito ai lavori della commissione ambiente in Comune. Marco Cannito ha firmato una interpellanza nella quale sostiene «l’urgenza della delocalizzazione». E a tale scopo chiede «una variante anticipatrice rispetto alla revisione del piano strutturale per individuare siti adatti dove trasferire le attività produttive da delocalizzare. Gulì ha risposto: «La proposta di delocalizzazione è condivisibile: bisognerà vedere se è fattibile e se i costi sono sostenibili». Apertura, quella del capogruippo Pd, importante: vedremo se troverà sponda nel partito, nella coalizione e in giunta.
ALL’UNANIMITà la commissione ha poi deciso l’audizione del «Comitato aria pulita Livorno nord», promotore di una petizione con 150 firme tra residenti, artigiani e commercianti, per segnalare i problemi ambientali tra Picchianti, Cigna, Pian Di Rota, Stazione, Porta a Terra, Sorgenti e via Provinciale. Difficile convivenza con Ra.Ri Sales, Di Gabbia e inceneritore Aamps, pur se conformi alla legge. Il Comitato ne vuole lo spostamento. Cannito ha ricordato che «Cosimi se ne occupò quando era assessore all’ambiente, con un piano di delocalizzazione rimasto nel cassetto». Andrea Romiti (Pdl-Taradash) ha invece chiesto al vicesindaco e assessore all’ambiente Cristiano Toncelli «cosa vuol fare la giunta contro l’anidride carbonica prodotta in gran quantità sul territorio: secondo Ispra la nostra provincia è centesima su 103 per queste emissioni parametrate sulla presenza di aree verdi». Ed ha suggerito «più aree verdi da concimare con fertilizzanti azotati che ne raddoppiano la capacità di trattenere anidride carbonica». Toncelli ha risposto che «centrale Enel e raffineria Eni sono tra i maggiori produttori di C02». E ha valutato positivamente la proposta di Romiti.
Monica Dolciotti


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