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Lotto Zero, pressing Pd «Ora Kutufà convochi un consiglio aperto» - Il Tirreno Livorno

 


 
  LIVORNO. «Sul Lotto Zero chiediamo al presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, di convocare al più presto un consiglio provinciale aperto a tutti i sindaci del territorio per determinare una strategia comune a difesa degli interessi della nostra comunità». Ecco la richiesta partita ieri dall’ex sezione porto di via San Giovanni, dove la direzione territoriale del Partito Democratico si è riunita insieme all’assemblea dei circoli livornesi.
 Al centro dell’incontro il piano regionale di sviluppo e le infrastrutture - o meglio le mancate o attese infrastrutture - che rischiano di ingessare il nostro territorio. A partire proprio dal corridoio tirrenico: il presidente della Sat, Antonio Bargone, ha confermato che con il taglio del Tesoro spariranno anche i sei chilometri di autostrada programmati tra Antignano a Rosignano.
 «Il Pd - si legge nella nota inviata dalla direzione livornese del partito - denuncia il fallimento delle politiche infrastrutturali del governo di centrodestra, non ultima la vicenda del corridoio tirrenico il cui nuovo tracciato va a “privatizzare” l’Aurelia imponendo il pagamento del pedaggio ai residenti ed escludendo opere importanti, come quella del Lotto Zero, per il suo completamento».
 «Chiediamo - si specifica nel documento - al presisidente Kutufà di convocare al più presto un consiglio aperto ai sindaci per elaborare una strategia comune».
 
LE PRIORITà  
 
Più investimenti e un tavolo con Eni e Solvay  
 
 
  LIVORNO. Sul fronte economico la direzione del Pd traccia tre linee. La prima: chiedere alla Regione di aprire un confronto con Trenitalia per portare l’alta velocità sulla costa e investire sul porto. Poi, evidenziati gli «importanti risultati ottenuti nel rilancio dell’auto motive», sottolinea la «necessità di mettere a disposizione per nuovi investimenti 8-10 ettari dell’Interporto, in attesa che nel parco industriale di Guasticce siano disponibili nuovi siti». Da ultimo l’ok «allo scambio azionario tra la Porto 2000 e la società Galilei che gestisce l’aeroporto di Pisa» e l’apertura di un confronto regionale con Eni, Solvay ed Enel.
 
Mega inceneritore: Pd frena, Idv stoppa  
 
Di Rocca: «Prima verifiche tecniche». Ma Bogi: «Non se ne parla»  
 
 
  LIVORNO. Sulla costruzione a Livorno di un mega termovalorizzatore per i rifiuti prodotti sulla costa il Partito Democratico mette le mani avanti («prima i necessari approfondimenti tecnici»), ma non chiude a chiave la porta. Mentre gli alleati dell’Italia dei Valori sono netti: «Assolutamente no». Questione di sfumature?
 «La direzione territoriale del Pd - scrive il segretario Filippo Di Rocca - si è espressa a favore della realizzazione della terza linea del termovalorizzatore al Picchianti, già autorizzata nel 2004. Sulla costruzione di un mega termovalorizzatore sulla costa, invece, prima di potere esprimere la nostra valutazione abbiamo chiesto agli enti preposti di fare (indipendentemente dalla localizzazione) i necessari approfondimenti tecnici per capire fino in fondo quale possa essere l’impatto ambientale dell’impianto e quale utilità possa avere rispetto ai futuri volumi di produzione del rifiuto urbano».
 «Tutto questo - chiude Di Rocca - considerando la necessità di arrivare entro pochi anni al 65 per cento di raccolta differenziata».
 Ma ecco cosa scrive Luca Bogi, a nome del coordinamento provinciale dell’Italia dei Valori: «Quanto alle politiche di gestione del ciclo dei rifiuti, abbiamo deciso all’unanimità di sostenere con convinzione il percorso verso la strategia “rifiuti zero” approvata dal consiglio comunale e basata sul potenziamento del riciclo, della raccolta differenziata, delle strategie per la riduzione e il riuso e su una progressiva riduzione dello smaltimento in discarica e negli inceneritori, come da programma ufficiale del partito».
 «Di conseguenza - chiude - vista la situazione di autosufficienza più volte dichiarata da Aamps sullo smaltimento dei rifiuti prodotti dal territorio livornese, ci dichiariamo nettamente contrari al progetto del mega inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti di tutta la costa a Livorno e chiediamo all’Ato e alla Regione la promozione di una strategia rifiuti zero negli altri comuni toscani».


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