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Colpito alla schiena da un grosso cavo elettrico - Il Tirreno Piombino
Salvo per miracolo un operaio della Lucchini di 40 anni
Escluse gravi lesioni. I sindacati hanno proclamato uno sciopero di un’ora per venerdì prossimo
LUCA CENTINI
PIOMBINO. Un cavo elettrico di 40-50 millimetri di diametro è caduto dall’alto e lo ha colpito nella schiena, proprio in mezzo alle scapole. Simone Panichi, operaio di 40 anni di Massa Marittima, è salvo per miracolo dopo esser rimasto coinvolto in un incidente, accaduto ieri mattina in Lucchini, intorno alle 7,30. La tragedia sfiorata ha comunque comportato la reazione delle Rsu della fabbrica che, preoccupati per il livello di sicurezza, hanno proclamato per il prossimo venerdì un’ora di sciopero.
Panichi stava lavorando con alcuni colleghi nel reparto convertitori. Il lavoro consisteva nella sostituzione di un cavo elettrico di alimentazione di un carro adibito al trasporto delle paiole al convertitore 1.
L’operaio di Massa, capoturno in acciaieria, era il responsabile dell’operazione che, in modo inaspettato, si è complicata rischiando di trasformarsi in tragedia.
Secondo una prima ricostruzione il cavo, per cause ancora da chiarire, si sarebbe staccato da un contrappeso dove era rimasto impigliato, quindi sarebbe caduto a piombo da un’altezza di circa 2 metri. Per fortuna non era in tensione elettrica, perché sganciato precedentemente dagli operai. Fatto sta che il cavo ha colpito alle spalle Panichi, sbattuto a terra per la violenza del colpo. Sono seguiti attimi di paura con il quarantenne rimasto sdraiato dolorante e soccorso immediatamente dai colleghi e da due medici di stabilimento.
I responsabili dell’azienda hanno richiesto l’intervento del 118, che ha inviato sul posto un’ambulanza della Misericordia di Piombino.
Panichi, colpito dal cavo proprio in mezzo alle scapole, si è sempre mantenuto lucido durante i soccorsi e, nonostante il forte trauma alla colonna, non ha perso sensibilità agli arti.
Una volta trasportato al pronto soccorso di Villamarina, Panichi è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Per fortuna lo staff medico ha escluso lesioni osse e danni seri per l’operaio Lucchini che, intorno alle 12, è stato dimesso dall’ospedale ed è tornato a casa. Un epilogo fortunato per un incidente che, vista la dinamica, avrebbe potuto causare conseguenze ben peggiori.
L’episodio accaduto nel reparto convertitori alimenta gli interrogativi dei sindacati sul livello di sicurezza nello stabilimento, acuiti dall’incertezza sul futuro del gruppo siderurgico. Le Rsu hanno dichiarato per venerdì 4 marzo un’ora di sciopero, esteso a tutto il reparto acciaieria, con i lavoratori che incroceranno le braccia dalle 13 alle 14.
L’azienda, con una nota diffusa dopo poche ore dall’incidente, ha reso noto che Asl e il servizio di sicurezza interno della fabbrica (Spp) sono interevenuti sul luogo dell’incidente per effettuare i rilievi necessari ad accertarne la dinamica.
Siderurgia, futuro che fa paura
Il disimpegno di Mordashov fa temere il ridimensionamento Sinistra-Verdi e Idv sollecitano l’impegno del presidente Rossi
PIOMBINO. L’allarme sul futuro della Lucchini si estende. I sindacati hanno espresso le loro preoccupazioni sul mantenimento dell’area caldo, che potrebbe essere sostituita da un’acciaieria elettrica. La rinnuncia del ciclo integrale, quindi dell’altoforno, alla cokeria e agli impianti per la preparazione minerale, comporterebbe una grave caduta dell’occupazione: nella migliore ipotesi il 50% dei circa 2mila dipendenti non ci sarebbe più lavoro.
Un’analisi più approfondita della situazione della Lucchini, ora sotto il controllo delle banche, sarà possibile durante il convegno organizzato per il 21 marzo dai sindacati, a cui parteciperà anche il presidente della Regione Enrico Rossi.
E al presidente si rivolgono sia il gruppo regionale della Sinistra-Verdi, sia la segreteria regionale dell’Idv. Monica Sgerri, capogruppo di Sinistra-Verdi, e il consigliere Paolo Marini chiedono al presidente Rossi di raccogliere l’appello dei lavoratori Lucchini per salvare la fabbrica dalle dismissioni. «Sono sempre più insistenti - sostengono - le voci del totale disimpegno di Mordashov», definendo «troppo grosso il rischio di perdita di 3000 posti di lavoro».
Anche l’Idv mette in evidenza come sia passato un mese dall’accordo tra Mordashov e le banche senza novità all’orizzonte della Lucchini. «Nessuna acquirente si è proposto - sottolinea l’Idv - né vi sono state risposte dal governo in difesa delle siderurgia e del ciclo integrale. Anzi, si prospetta la chiusura dell’altoforno. Alcune voci addirittura parlano di voci di investitori disposti a subentrare, ma con prospettive di risparmio, trasformando il ciclo integrale in Ciclo elettrico con gravi prospettive per l’occupazione».
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