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Dalla Regione garantiti gli aiuti al Comune unico - La Nazione Livorno

 

Il comitato: tempi brevi per il referendum e agevolazioni fiscali agli isolani  
 
Cinquemila firme entro l’anno  
 
 
VALENTINA LANDUCCI  

 
 PORTOFERRAIO. Una tabella di marcia serrata. Entro la fine di marzo la predisposizione della proposta di legge. Un mese al massimo perché riceva un primo ok dalla Regione. Poi a ridosso della Pasqua l’avvio della raccolta di firme. Cinquemila sottoscrizioni entro dicembre e nella primavera del 2012 la consultazione popolare a cui seguirà la discussione della legge in consiglio regionale. Il comitato per il referendum sul Comune unico dell’Elba non intende perdere tempo.
 Forse anche perché a promuovere la rivoluzione della pubblica amministrazione sull’isola più che una parte politica ci sono le imprese, costrette a dover monetizzare il proprio tempo. O più probabilmente perché di Comune unico all’Elba si parla da decenni senza che si sia mossa una foglia. E ora, grazie all’iniziativa delle associazioni di categoria del territorio, in appena tre mesi è nato un comitato che ha eletto i propri organismi direttivi e che ha già una bozza di proposta di legge di iniziativa popolare da completare sulla base delle indicazioni che verranno dai cittadini nel corso degli incontri previsti nelle prossime settimane.
 A dettare i tempi in occasione dell’assemblea pubblica di lunedì, convocata dal comitato e alla quale ha preso parte anche l’assessore regionale alle riforme istituzionali, Riccardo Nencini, è stato il presidente del comitato pro referendum, Gabriele Orsini. Un’assemblea indubbiamente partecipata dove, accanto ai rappresentanti delle imprese e ai comuni cittadini, c’erano anche amministratori e sindaci che sostengono l’ipotesi del Comune unico: Roberto Peria per Portoferraio, Danilo Alessi per Rio Elba, Ruggero Barbetti per Capoliveri, l’assessore provinciale Catalina Schezzini e numerosi assessori comunali. In sala anche Paola Mancuso, in rappresentanza della Port Authority la cui presenza, come candidata sindaco alle amministrative di Rio Marina, non è ovviamente passata inosservata anche se al momento non c’è, da parte sua, una posizione ufficiale a favore o contro il Comune unico. Semmai un’attenzione a un percorso partito dal basso che, nelle intenzioni dei propotori e indipendentemente dall’esito, coinvolgerà la popolazione elbana, chiamata a decidere del proprio futuro.
 L’incontro è stato utile anche per mettere a confronto l’iniziativa nata all’Elba con le esperienze portate avanti da Ischia, ormai prossima al referendum per il Comune unico dopo la fallimentare esperienza, forse fin troppo simile a quella elbana, dell’Unione dei Comuni, e dai Comuni del Casentino ancora incerti sulla forma da adottare per superare i confini delle proprie municipalità (cioè se scegliere il Comune unico o l’Unione dei Comuni).
 Gli aiuti. Nel corso dell’assemblea è poi arrivata la conferma, dalle parole dell’assesosre regionale Nencini, che la fusione degli otto Comuni elbani sarà accompagnata anche da aiuti economici - 300mila euro l’anno - per sostenere l’avvio del nuovo ente.
 Il decalogo. Un motivo in più, probabilmente, per credere nel progetto, ma di sicuro non l’unico. E su questo puntano i rappresentanti del comitato referendario al lavoro su un “decalogo” di ragioni che portino gli elbani a convincersi dell’utilità del Comune dell’Elba: la possibilità di attirare maggiori investimenti, avviare politiche per lo sviluppo, favorire l’impresa e, non ultima, risparmiare sui costi della politica. Una lista di buoni motivi «che sarà accompagnata - spiega Orsini - da alcune tabelle che spieghino anche numericamente i vantaggi del Comune unico».
 Le proposte. La proposta di legge, come ribadito da presidente del comitato e richiesto, nel corso dell’assemblea, anche da Giovanni Frantini in qualità di rappresentante del Pd, darà ampio risalto alle municipalità cioè al mantenimento sui territori dei servizi svolti dai Comuni. «Si tratta di un percorso per certi versi scontato - spiega Orsini - ma accanto alla difesa delle identità e delle comunità locali il passaggio che riteniamo fondamentale è quello della creazione di un unico centro decisionale sull’isola che non è detto sia Portoferraio. Del resto il “dove” è irrilevante. Si tratta infatti di esaltare l’elbanità». Tra gli aspetti da inserire nella proposta di legge, poi, anche misure «che possano rappresentare benefici concreti per gli elbani - continua il presidente del comitato - come ad esempio sgravi fiscali, accanto agli aiuti che sono già previsti dalle norme regionali».


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