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Amianto e danni al dna, nuovo ricorso - Il Tirreno Cecina

 

L’iniziativa di Bonanni è frutto di un incontro promosso a Castelnuovo dall’Osservatorio nazionale  
 
 
In 100 contro Enel, l’avvocato: è la prima azione legale di questo tipo in Italia  
 
 
ANDREAS QUIRICI  

 
 CASTELNUOVO VDC. Una class action, inizialmente composta da circa 100 persone, contro Enel per danni al Dna e al genoma provocati dall’amianto. E’ quanto ha intenzione di mettere in pratica l’avvocato Ezio Bonanni, legale di Latina, che da alcuni anni sta seguendo numerose cause civili e penali per lavoratori o ex dipendenti di aziende della Valdicecina che in passato hanno utilizzato il pericoloso materiale.
 Si tratterebbe della prima azione legale di questo tipo che si basa su alcuni studi di esperti come quello intitolato “Polimorfismi nei geni di riparazione del Dna come fattori di rischio per il mesotelioma maligno da asbesto in una ricerca su una popolazione generale”. Una svolta che ha già visto il recapito di circa 20 messe in mora a Enel Green Power.
 La decisione di procedere anche in questo senso è stata presa alla recente riunione svoltasi a Castelnuovo in cui Bonanni ha citato studi anche del professor Giancarlo Ugazio, storico personaggio della ricerca dei rischi e dei problemi legati alla vicinanza delle persone con l’amianto. L’incontro è stato promosso dall’Osservatorio nazionale sull’amianto che ha sede a Roma e che presto avrà una struttura anche in Valdicecina, in modo da avere su uno dei territori maggiormente colpiti da questo problema un ulteriore punto di riferimento per i cittadini.
 Resta il fatto, però, che la class action che ha intenzione d’intavolare Bonanni potrebbe rappresentare una novità molto importante sul fronte dei risarcimenti da contaminazione di amianto per un numero molto alto di persone. Non solamente quelli che hanno lavorato a stretto contatto con l’amianto, quindi, ma in teoria tutti coloro che hanno vissuto in un territorio in cui il materiale era presente sul territorio in maniera consistente. «La nostra ipotesi di lavoro - scrivono i ricercatori del già citato studio - è che un’imperfetta riparazione, osservata attraverso fini variazioni polimorfiche, potrebbe ridurre la protezione contro l’aggressione cronica del Dna legata all’asbesto e che puo’ comportare mutagenesi e cancro».
 L’assemblea è stata particolarmente affollata, con la partecipazione di 170 tra operai e cittadini. «Alcuni di questi - spiega Bonanni - mi hanno conferito il mandato professionale di redigere le messe in mora che saranno spedite all’Enel Green Power. In tutto si tratta di circa 100 persone che cercano di ottenere giustizia dopo aver convissuto con l’amianto per anni».
 L’Osservatorio nazionale sull’amianto, secondo quanto detto dallo stesso avvocato, ha avuto il sostegno pieno dell’amministrazione comunale di Castelnuovo Val di Cecina. «Ora affronteremo - prosegue Bonanni - dopo la fase delle denunce alla magistratura penale, quella del risarcimento dei danni, e a breve anche la via del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo». Lo stesso avvocato laziale sarà uno dei relatori a una conferenza internazionale sull’amianto che si svolgerà nei prossimi mesi negli Stati Uniti.


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