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Il Tirreno Livorno - Bellabarba dai sindacati: situazione esplosiva, siamo esasperati
LIVORNO. «Siamo venuti a conoscenza di gravi atti intimidatori documentati che ogni giorno si verificano lungo la via che porta alla discarica e fanno temere per l’incolumità dei lavori. La situazione che si è venuta a creare mette a rischio l’occupazione e la permanenza della stessa impresa sul nostro territorio». A scriverlo, in un comunicato congiunto, sono i rappresentanti di Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Feneal-Uil che due giorni fa hanno incontrato i camionisti e gli operai della ditta Bellabarba, insieme ad alcuni rappresentanti di Confindustria.
«L’azienda - riferiscono i sindacati - ha illustrato la grave situazione che si è venuta a creare intorno all’impianto regolarmente autorizzato dalle istituzioni: quotidianamente un gruppo di persone crea un blocco all’ingresso della via d’accesso, impedendo ogni attività lavorativa». «Tutto questo - chiudono - sta creando gravi ripercussioni di carattere finanziario e non solo: il gruppo Bellabarba occupa sessanta dipendenti, che con l’indotto arrivano a cento, e ha investito sei milioni di euro dopo avere ricevuto tutte le autorizzazioni previste».
Lunedì i dipendenti del gruppo (quindi non solo i camionisti che transitano lungo via del Limoncino) si riuniranno di nuovo nella sede dell’azienda insieme ai rappresentanti sindacali: l’intenzione è di mettere in piedi una grande manifestazione sotto alle finestre di Comune e Provincia.
«Questi lavoratori - ripete Fabio Verdiani (Feneal-Uil) - sono easperati. Ogni giorno devono fare i conti con tensione e atti intimidatori. Ci riferiscono di offese, provocazioni, gesti di sfida. Come quando i manifestanti mettono un piede davanti alle ruote del camion e con le mani in tasca dicono: “Provate a passare”. Stiamo parlando di persone che si alzano alle sei del mattino per fare il loro lavoro, come molti altri. Sono mesi che sopportano».
«La situazione - chiude - si sta facendo esplosiva, c’è troppa tensione da entrambe le parti. La crisi ha già messo a dura prova le ditte dell’indotto: gli imprenditori minacciano di andarsene. Il rischio è di trovarsi di fronte a un brutto scontro: anche chi amministra deve rendersene conto». Così, ieri mattina, l’sos dei sindacati è stato inviato anche a prefetto, sindaco e presidente della Provincia.
J.G.
Ieri mattina il sopralluogo a sorpresa
Al Limoncino arriva anche la Soprintendenza
Dopo gli esposti alla Procura gli esperti vogliono capire se i lavori hanno danneggiato l’acquedotto romano
LIVORNO. «Dopo gli esposti presentati alla Procura della Repubblica la direzione generale ci ha chiesto di verificare se i lavori della discarica hanno interessato l’acquedotto romano che corre sotto i terreni del Limoncino». Così ieri mattina, un po’ a sorpresa, la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana ha bussato ai cancelli della cava del monte La Poggia.
Una visita lampo che nelle prossime settimane sarà seguita da sopralluoghi più corposi. «Questo - riferisce la funzionaria del distaccamento di Pisa, Silvia Ducci - è stato solo un primo approccio. Abbiamo bisogno delle cartografie per verificare la posizione esatta dell’acquedotto romano, che ovviamente non è visibile all’esterno, ma corre sotto il terreno. Un po’ come una fogna...»
«Torneremo nelle prossime settimane - chiude l’esperta - insieme ai colleghi che in passato si sono già occupati in modo dettagliato dell’acquedotto».
Ieri mattina, quando sono arrivati i responsabili della Soprintendenza per i beni archeologici, i proprietari del sito non erano in cava. Ma Paolo Bellabarba fa sapere che «da parte nostra c’è la massima disponibilità ad accordare nuovi incontri: abbiamo sempre aperto i cancelli a chi ce lo ha chiesto». «Ma non certo - sottolinea - a chi usa violenza verbale e negli atteggiamenti».
Bellabarba è polemico: «Non capisco perché, a due anni dal rilascio delle autorizzazioni, saltano fuori tanti personaggi pieni di dubbi. In quattro anni di riunioni, incontri e conferenze dei servizi i rappresentanti di tutti gli enti hanno potuto dire la loro: ci sono i pareri a verbale. Sarebbe bastato bussare alla porta di qualunque amministrazione e dire no, invece non è stato fatto. Mi chiedo: siamo forse nelle mani di dilettanti allo sbaraglio?».
Intanto lunedì mattina si metterà in moto la commissione garanzia e controllo della Provincia. Guidata dal consigliere e vicecoordinatore regionale del Pdl, Maurizio Zingoni, la commissione interna cercherà di fare chiarezza sull’iter seguito dall’amministrazione prima di rilasciare tutte le autorizzazioni all’impianto del Limoncino: sul tavolo finirà la relazione choc della commissione ambiente, che il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha deciso di portare in Procura.
J.G.
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