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Il Tirreno Piombino - Lucchini, i sindacati chiedono l'apertura di un tavolo al ministero

 


 PIOMBINO. «Subito un tavolo ministeriale sul futuro della Lucchini». La richiesta è dei sindacati e delle Rsu dello stabilimento che, ieri, hanno incontrato i lavoratori nel corso delle assemblee che si sono svolte in orario di lavoro.
 Argomento del giorno, ovvio, l’accordo con le banche sul debito da 770 milioni che, ratificato, comporterà l’uscita dei russi, con le banche che assumeranno il controllo.
 «L’accordo esclude il rischio di fallimento - commentano in una nota Fim, Fiom, Uilm e Rsu - ma le perplessità restano inalterate. L’accordo si affida principalmente alla ripresa dei mercati, ipotesi tutta da verificare e legata a fattori non controllabili».
 L’intesa prevede il congelamento del debito per tre anni ma, con il pallino in mano alle banche, non definisce prospettive chiare. «Il rifacimento dell’Afo è spostato al 2014 - spiega il coordinatore Rsu Fiom, Mirko Lami - l’azienda intende fare il revamping della colata continua tre e, nel tempo, aumentare la capacità produttiva del treno rotaie da 400 a 650mila tonnellate. Ma un nuovo scossone del mercato rimetterebbe tutto in discussione».
 L’avvento di un acquirente, un piano industriale serio sono, per i sindacati, elementi chiave per il rilancio di Lucchini. «Ci confronteremo con istituzioni e forze politiche - spiegano Fim, Fiom e Uilm - ora più che mai è importante che il governo convochi un tavolo per sostenere il gruppo».
 In un quadro difficile, una notizia positiva per gli operai è legata al pagamento, atteso il 20 febbraio, del premio di risultato, previsto in base all’accordo firmato nel 2007 tra azienda e sindacati. I lavoratori percepiranno come premio da un minimo di 250 a un massimo di 800 euro. «Ci siamo premuniti costruendo un accordo che tenesse conto di possibili situazioni negative del mercato - spiega Lami - per questo i lavoratori hanno ricevuto il premio nonostante la crisi. La forbice tra diversi reparti è ancora troppo ampia, cercheremo di ricalibrare i premi futuri rendendo i pagamenti più uniformi». (l.c.)


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