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Il Tirreno Livorno - Sospeso al lavoro Riabilitato dal giudice

 

di MARIA NUDI
— LIVORNO —
«HO PROVATO una grande gioia, la decisione del giudice mi ha restituito la dignità. Sono in pensione, ma non potevo avere questo ricordo, non sarebbe stato bello. Ho lavorato tutta una vita». Costanzo Terminiello, 67 anni, originario di Capri, livornese ormai da quaranta anni, commenta così la decisione del giudice del lavoro Jacqueline Magi che ha cancellato una sospensione di tre giorni decisa, a poche settimane dalla pensione, dalla ditta livornese Fratelli Neri per la quale ha lavorato per decenni come comandante di rimorchiatore. Mai un giorno di malattia, mai una sazione per Terminiello che a 16 anni lavorava già sulle navi. «Sono nato a Capri, quindi sono nato al mare ed il mare è stata la mia vita ed il mio lavoro», dice con orgoglio. «In tutti questi anni che ho lavorato come comandante di rimorchiatore ho sempre avuto come valori l’onestà, la sicurezza, il rispetto — continua — i mie equipaggi non hanno mai avuto infortuni o altri problemi». Poi accade che il 14 luglio del 2007 durante il trasferimento in porto della nave «Acacia Ace», lui è sul rimorchiatore, ma ha un calo di zuccheri, lavorava già da molte ore, e «ferma» il rimorchiatore per 8 minuti. «Senza causare ritardo alle operazioni», spiega questo «capitano» di altri tempi.
LA «ACACIA ACE» era la settima nave su cui operva quel giorno il rimorchiatore, visto che il giorno precedente il porto si era fermato per lo sciopero per il rinnovo del contratto. Terminiello comunicò via radio di avere un calo di zuccheri e che avrebbe mangiato un panino, ma dopo alcuni giorni fu sospeso. Per l’azienda fu una «lieve insubordinazione verso i superiori» perché non avrebbe risposto tempestivamente all’ufficio operativo. Costanzo è andato in pensione il primo agosto del 2007, ma si è rivolto al giudice del lavoro. E così il giudice Magi ha annullato la sanzione e ha accordato all’ex dipendente un risarcimento di 6mila euro, una somma che per l’ex pilota va oltre il valore economico «Mi hanno restituito la dignità. Sono stati contenti i miei colleghi ed anche chi ha lavorato con me», racconta senza polemica, ma con la felicità di chi ha sempre lavorato con il cuore e con tanta passione e che legge la decisione del giudice come un riconoscimento a tanti anni di impegno.


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