Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Stop al nucleare «Le Regioni coinvolte vanno ascoltate» - Il Tirreno Attualità

 

 
 
DANIELE FERRAZZA  

 ROMA. Battuta d’arresto per il nucleare italiano dopo la sentenza della Corte costituzionale, che ha disposto che non si potranno fare senza il «preventivo parere» delle Regioni interessate. La Corte ha parzialmente bocciato il decreto legislativo imponendo al governo un «adeguato coinvolgimento» delle Regioni nella scelta dei siti. Gongolano gli anti-nuclearisti: «pietra tombale sull’atomo».
 La sentenza porta la firma del presidente della Consulta Ugo De Siervo e dichiara illegittimo parte dell’articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010 numero 31. Accogliendo parzialmente il ricorso delle regioni Toscana, Emilia Romagna e Puglia la corte ha disposto che «l’intera attività preordinata alla localizzazioni» delle nuove centrali nucleari debba svolgersi secondo «il principio di leale collaborazione». La sentenza impone inoltre l’intesa della conferenza unificata e la concertazione tra Stato e Regioni.
 Soddisfatti i promotori del ricorso alla Consulta: «Accolte le nostre ragioni, non si potranno fare centrali nucleari senza il nostro consenso» commentano il governatore della Puglia Nichi Vendola, dell’Emilia Vasco Errani, della Toscana Enrico Rossi. Il governo, con il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, minimizza la portata della sentenza: «La sentenza dell’Alta Corte conferma che l’impianto del decreto è sostanzialmente valido. La decisione è tutt’altro che negativa per lo sviluppo del programma nucleare. Il parere delle Regioni è obbligatorio ma non vincolante».
 Mostra invece forti perplessità Giuliano Zuccoli, presidente di Assoelettrica: «Sono preoccupato sugli effetti che la sentenza può avere sul futuro del nucleare. Sui siti confidiamo in un chiarimento perchè bisogna arrivare a capire dove dobbiamo collocare le centrali nucleari».
 Tranciante il giudizio del Partito Democratico: «La sentenza della corte costituzionale rappresenta il colpo di grazia al ritorno del nucleare in Italia - dicono Giuseppe Della Seta e Francesco Ferrante -. La scelta nuclearistica del governo Berlusconi appare sempre più velleitaria e destinata ad arenarsi, considerando che gran parte delle Regioni, comprese quelle amministrate dal centrodestra, si sono dichiarate contrarie ad ospitare centrali nucleari».


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Lavoro Previdenza

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP