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Tar, tutti sui carboni ardenti ma ormai è certo: arriva Gallanti - La Nazione Livorno

 

Procedura da scegliere ma non ci sono dubbi sull’ex capo del porto di Genova
 
 — LIVORNO —
ALLO SFINIMENTO: proprio all’ultimo minuto dell’ultima ora dell’ultimo giorno. Sembra questo lo scadenzario della vicenda Port Authority livornese: la sentenza del Tar sul ricorso di Roberto Piccini, discussa a Firenze mercoledì scorso, a una settimana o quasi non è ancora uscita, tenendo sui carboni ardenti mezza città. E anche il ministro Matteoli, se è vero che avrebbe voluto aspettarla per nominare l’ormai inevitabile commissario. Da oggi l’attesa dovrebbe finire, ma sono giorni che si dice. La nomina del commissario sarà notificata dal ministero delle infrastrutture e trasporti alla Capitaneria di porto, che a sua volta — come braccio operativo locale dello stesso ministero — la notificherà agli interessati: il presidente ormai decaduto Roberto Piccini e il commissario. Sul nome di quest’ultimo si giocano gli ultimi interrogativi, anche se ormai sembrano ufficiali gli accordi tra il ministro Matteoli e il presidente della Regione Rossi, sul nome dell’avvocato genovese Giuliano Gallanti. Nome che viene attribuito alla scelta del sindaco Cosimi dopo che il ministro avrebbe chiarito con lo stesso Rossi che avrebbe accettato qualsiasi candidato della sinistra «fuorché Piccini».
E PERCHÉ GALLANTI? Perché per Cosimi, vista l’impossibilità di una riconferma di Piccini (il «niet» di Matteoli è stato riconosciuto insuperabile) aveva suggerito l’ex sindaco di Genova Pericu, che però si è negato indicando lui Gallanti. E Cosimi ha accettato. Tutto sta a vedere se Matteoli, onorando l’impegno preso con Rossi («Tutti fuorché Piccini») nominerà subito Gallanti come commissario, per evitare un altro traumatico passaggio tra pochi mesi; oppure seguirà la sua prima indicazione e la prassi, nominando il comandante del porto ammiraglio Dell’Anna. Ieri l’ammiraglio, da buon militare, si è detto in attesa di disposizioni, ma non aveva avuto né indicazioni né indiscrezioni. Per gli esperti è un segnale — un altro segnale — del fatto che Matteoli potrebbe nominare direttamente Gallanti. Comunque vada, la presidenza Gallanti sembra scontata; e sembra scontato che l’intera città senza eccezioni l’attribuisca al sindaco Cosimi, non senza mal di pancia specie negli ambienti portuali. Dove si è già evidenziata una spaccatura: da una parte la Compagnia portuali, che avrebbe già dato il proprio ok sull’avvocato genovese; dall’altra gli operatori e imprenditori delle varie categorie (agenti marittimi, spedizionieri, imprese e Confindustria hanno firmato un documento contro la scelta di un non livornese). Una scelta che non piace nemmeno agli ambienti politici cittadini, sia di sinistra che di destra. Ma chi si sta precipitando a chiudere la stalla ha comunque capito che i buoi sono già scappati.
Antonio Fulvi  
 
INCARICHI Matteo Paroli alla segreteria e la «Porto 2000» consolazione per Roberto Piccini
 
ACCOLTO o no dal Tar il ricorso di Piccini (lo sapremo oggi, pare...) ci vorrà una seconda terna, nella quale sarà fatto il nome di Gallanti. Seguirà la scelta congiunta tra Matteoli e Rossi, il parere delle commissioni parlamentari e quindi la nomina. Dando i giochi per fatti, l’attenzione si sposta sulla seconda carica dell’Authority, la segreteria generale. Anche per questa dal Municipio sarebbe partita una proposta, quella per il comandante Angelo Roma, commissario di Toremar. Ma Roma non pare disponibile. E Matteoli potrebbe pretendere uno dei suoi, per esempio l’avvocato Matteo Paroli che da interno all’Authority è stato pesantemente sotto-utilizzato da Piccini malgrado le sue qualità. E Piccini che farà ? Non sembra interessato all’Authority portuale regionale. E c’è chi lo vede, come consolazione (non si lascia disoccupato un ex Vip delle nomenklatura locale) alla presidenza della «Porto 2000» al posto di Guido Asti che è in scadenza. A Cosimi piacendo, a questo punto; senza dimenticare che una qualche capacità di decidere in merito spetta anche alla Camera di Commercio, che non si sa quanto sia allineata col sindaco.
A.F.  

IL RETROSCENA IL SINDACO (E ANCHE IL GOVERNATORE ROSSI) HANNO TELEFONATO A GALLANTI: LO SCRIVE IL «SECOLO XIX»  
 
Svelata la telefonata di Cosimi: «Non puoi dirmi di no»
 
 E’ «IL SECOLO XIX» di ieri a svelare un clamoroso retroscena nella vicenda dell’Authority livornese. Secondo il quotidiano genovese prima il Governatore della Toscana Enrico Rossi, poi il sindaco Alessandro Cosimi avrebbero telefonato nei giorni scorsi a Giuliano Gallanti: «Devi fare il presidente, non puoi risponderci di no». Alla fine — scrive Il Secolo — il Governatore ha strappato a Gallanti un sì, condizionato. «Nei vostri pasticci non ci voglio entrare, però». Insomma, scrive il quotidiano ligure, se il ministro Matteoli è d’accordo e si sbroglia la vicenda giudiziaria (per oggi è attesa la sentenza del Tar della toscana, ndr), Gallanti arriverà sulla poltrona di presidente». Una bomba sull’atteggiamento politically correct che il primo cittadino di Livorno sembrava avere in questa vicenda. Le rivelazioni de «Il Secolo» danno sponda a chi, in questi mesi, sussurrava che qualcuno stava facendo il doppio gioco. Formale sostegno alla riconferma di Piccini, poi però...
POI PERÒ il sindaco e il governatore si sono mossi ben prima che il Tar emanasse (infatti non c’è ancora) la sentenza sul ricorso alla decisione del ministro Matteoli. Ricorso firmato dal presidente uscente e sostenuto dallo stesso Comune e anche dalla Provincia, non senza qualche mal di pancia dello stesso presidente Giorgio Kutufà che all’ultimo non ha firmato l’atto del consiglio che dava mandato al sostegno dell’azione legale. L’articolo de «Il Secolo XIX» denuncia anche i rumors che ci sono in città per l’arrivo — la cosa sembra ormai certa — di un presidente da fuori e intitola il servizio «Livorno si ribella ai genovesi» ricordando che altri illustri esponenti della Liguria occupano importanti incarichi nella città dei Quattro Mori: da Aldo Spinelli presidente del Livorno Calcio, a Luigi Negri terminalista alleato dei portuali. A sancire la levata di scudi dei livornesi, la lettera firmata dalle associazioni di categoria Asamar, Assimprese, Assoterminal, Confindustria e Spedimar e indirizzata al presidente della Regione Rossi. Nella lettera — riportata anche su queste colonne — si invocava un nome «di contesto locale».
COSì, MENTRE nel 1284 furono i pisani a perdere alla Meloria la battaglia navale contro la flotta della Repubblica di Genova, questa volta saranno i labronici a dover aprire le porte dello scalo ai genovesi, consegnando la poltrona più prestigiosa, quella di Palazzo Rosciano. Intanto nelle stanze del Partito Democratico si dovranno medicare le ferite per le figurette collezionate dai propri rappresentanti.


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