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Piccini attente la sentenza del Tar e si sente tradito proprio dai «suoi» - La Nazione Livorno

 

AUTHORITY OGGI È L’ULTIMO GIORNO DI AMMINISTRAZIONE PER IL PRESIDENTE USCENTE  
 
«Ma questa storia non finisce qui»  


— LIVORNO —
ULTIME ORE di Roberto Piccini sulla poltrona della presidenza dell’Authority portuale. La sua «prorogatio» ai primi quattro anni di mandato scade stasera, ed entro oggi dovrebbe essere nominato il commissario governativo destinato a traghettare la stessa Authority al nuovo mandato. Il condizionale è d’obbligo su una vicenda che di normale ad oggi ha avuto poco; compreso il fatto che il presidente uscente non si considera affatto uscente, ma semmai soggetto a una specie di pausa sabbatica. Insomma, la porta da cui stasera uscirà potrebbe essere, a suo giudizio, una porta girevole. Tanto che non ci sarà nemmeno un formale saluto al personale. Scaramantico? «Non considero la vicenda finita qui» si è limitato a commentare ieri il presidente. Il che lascia presumere che qualsiasi potrà essere la sentenza del Tar attesa per oggi, Piccini sia intenzionato a percorrere tutti i gradi possibili della giustizia amministrativa, senza far sconti a nessuno. Magari da solo, ma fino all’ultimo. Già. Mentre gli ambienti della politica sembrano convinti che non sarà possibile evitare una presidenza Gallanti — e probabilmente il primo segnale sarebbe da oggi un commissario Gallanti — c’è ancora chi, con Piccini, crede possibile una sua difesa estrema «a tutela del mio onore — dice lui — e di quattro anni di lavoro in cui non ho avuto che unanimità in comitato portuale». Lui non lo dice (per ora) ma si sente tradito un po’ da tutti, e non solo dalla politica: dal suo amico sindaco, a cui attribuisce la candidatura Gallanti («Perché allora non è stato proposto Francesco Nerli, che almeno è livornese?» si è lasciato sfuggire) dai «farisei» della Cilp, dal suo partito, anche da una parte degli interni all’Authority.
NON PARLA di «poteri forti» perché a Livorno non è di moda, ma il concetto rimane quello. Una cosa sola sembra certa da parte sua: non si farà cacciare senza combattere: contro il «niet» del ministro (e su questo la sentenza del Tar potrebbe dargli una mano) ma anche e specialmente contro la nomenklatura. E una eventuale presidenza «di consolazione» della neo costituita mini-Authority toscana dei quattro porti regionali (tra cui Viareggio e Giglio)? Dalla Regione nessuno s’è fatto mai vivo, né in passato né oggi. Come a confermare: la sconfitta è sempre orfana.
A. F.


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