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Lucchini, reintegrati gli otto operai - La Nazione Piombino
Piombino: arrivano i primi segnali di ripresa. Previste anche delle assunzioni
— PIOMBINO —
LUCCHINI, arrivano i primi segnali di ripresa. L’azienda reintegra gli otto operai usciti ad agosto e assumerà qualche nuova unità. Le incertezze sull’accordo fra le banche e Mordashov, restano, ma l’annuncio fatto ieri dalla dirigenza Lucchini è uno spiraglio positivo, per quanto riguarda il mercato, visto che in tutta Europa le altre aziende avevano ripreso a far utili. «E’ un segnale positivo – sottolineano i sindacati - ma riguarda i prossimi tre mesi» precisano. All’incontro ieri in direzione erano presenti i segretari di Fim, Fiom e Uilm, Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Fabrizio Toninelli e i coordinatori Rsu (Sergio Cardellini, Mirko Lami e Nicola Zagni).
L’AZIENDA ha quindi comunicato un aumento produttivo che riguarda soprattutto il treno vergella e la produzione di tondoni per Ascometal (lo stabilimento del gruppo in Francia). Una proiezione di tre mesi che potrebbe voler dire – se l’andamento venisse confermato - portare la produzione di acciaio a circa 2 milioni di tonnellate all’anno. Per il treno vergella queste commesse vogliono dire tornare a 19 turni. Oltre agli otto “recuperi”, verranno assunte anche alcune nuove unità (meccanici, elettricisti…) per gli impianti. Complessivamente si tratta di una buona notizia anche se nei prossimi mesi alcuni problemi potrebbero riguardare da una parte l’aumento del costo del rottame, dall’altro l’approvvigionamento del carbone, visto che alcune miniere dell’Australia, dove Lucchini ci si approvvigionava, sono state allagate dalle inondazioni.
E NATURALMENTE rimane aperta la vicenda dell’accordo fra il magnate russo Alexey Mordashov e gli istituti bancari per la ristrutturazione del debito di 700 milioni di euro. Le banche devono riunirsi nuovamente e valutare le nuove proposte di Mordashov: una iniezione di capitale, una compartecipazione azionaria e una parte del debito rimodulata a sette anni. Come garanzia, Mordashov sarebbe disponibile a dare in pegno il capitale di Ascometal, dalla cessione potrebbero entrare circa 350 milioni. E viene offerta pure la nomina di un capo ristrutturazione su indicazione delle banche, con poteri di veto in particolare sulla politica di investimento. Insomma, la partita che si gioca non è solo industriale, ma anche e soprattutto finanziaria. Ma intanto la buona notizia di una ripresa di produzione dello stabilimento piombinese è stata accolta positivamente, in attesa di un assestamento definitivo, sia di mercato che di proprietà.
Maila Papi
PIOMBINO LUCIANO GABRIELLI, SEGRETARIO FIOM-CGIL, DOPO IL RISULTATO DEL REFERENDUM DI MIRAFIORI
«Bisogna riconquistare il contratto nazionale»
— PIOMBINO —
«QUALE modello vogliamo esportare, quello toscano o quello di Marchionne?». Il segretario Fiom-Cgil, Luciano Gabrielli non ha dubbi. «A Mirafiori i lavoratori sono stati caricati di troppe responsabilità. Sono stati ricattati. Ma il buon risultato ottenuto dai no, dimostra tutte le difficoltà e i problemi in ballo e su questo si discuterà il 21 a Firenze all’attivo dei delegati alla presenza del segretario nazionale Maurizio Landini, e ancora il 3 e 4 a Cervia in una riunione di tutti i delegati. Vogliamo capire come si può fare a riconquistare il contratto nazionale. Oltre al discorso del giudice – incalza Gabrielli - vorremmo che Cisl e Uil ragionassero sul modo per riaprire la contrattazione”. Ma intanto a Piombino domani inizieranno le assemblee, e saranno separate. «Per adesso non ci sono le condizioni per farle unitarie – spiega Gabrielli - anche se noi le abbiamo chieste. Rispettiamo il pensiero di Fim e Uilm, anche se non ci torna il fatto che Cisl e Uil per Mirafiori sono andate dietro al governo e poi in altri posti scioperano contro i tagli della finanziaria. È una contraddizione. In Toscana poi a questo punto dobbiamo decidere se portare avanti una vertenza toscana (con modelli come gli accordi Dalmine), o un modello Marchionne. Vorrei anche ribadire che lo sciopero nazionale del 28 gennaio della Cgil (quello regionale si terrà a Massa Carrara e per adesso 8 sono i pullman che partiranno dalla provincia), non è per Mirafiori ma per dire che questo modello non è asportabile, perché il rischio che stiamo correndo è elevato». Domani le assemblee si terranno in Dalmine, (9.30-10.30 e 14-15), il 20 nelle imprese Lucchini più il turno spezzato. Sarà presente il segretario regionale Mauro Fatiganti. Il 24 sarà la volta della Magona. I pullman il 28 partiranno alle 6.45 da via L. Da Vinci e alle 7 dalla fiera a Venturina.
m.p.
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