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La Nazione Piombino - «Magona», previsioni al ribasso
— PIOMBINO —
LA PRODUZIONE Magona prevista per il 2011 si fermerà a 330mila tonnellate. Ben 150mila meno di quest’anno e quasi 500mila in meno rispetto alle potenzialità dello stabilimento. Le organizzazioni sindacali ieri hanno espresso tutte le loro preoccupazioni all’assessore regionale Gianfranco Simoncini. La situazione attuale e le prospettive future della Magona di Piombino (ArcelorMittal) sono state infatti al centro dell’incontro fra l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini con il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, l’assessore al lavoro della Provincia di Livorno Ringo Anselmi e le organizzazioni sindacali con i segretari Fiom Luciano Gabrielli e Uilm Vincenzo Renda (e le Rsu Magona Valacchi e Caputo).
I RAPPRESENTANTI delle organizzazioni sindacali hanno manifestato la preoccupazione dei lavoratori per le difficoltà di mercato che tuttora perdurano e il timore che tali difficoltà possano compromettere una seria ripresa produttiva.
«Ci piacerebbe poter realizzare un accordo di programma come è accaduto per Dalmine – evidenzia Renda – non è più possibile non conoscere le intenzioni dei vertici Arcelor Mittal. Magona è un’azienda con grandi potenzialità, ma ad oggi non abbiamo garanzie per gli investimenti e si parla di una produzione ulteriormente ridotta rispetto a quest’anno di 150mila tonnellate.
QUESTO non ci fa ben sperare. Non stiamo tranquilli, e oltre all’intervento della Regione ci auguriamo che anche il Governo faccia la sua parte». «La situazione che abbiamo è grave – incalza Gabrielli – è stato evidenziato l’impegno della dirigenza locale sullo stabilimento, ma anche la produzione prevista per il 2011è poca cosa rispetto alle potenzialità che sono di 800mila tonnellate, si produrrà invece 330mila così dice il budget (Quest’anno Magona ha prodotto 480mila tonnelate, ndr). Il sito rimane quindi un sito a rischio e bisogna far di tutto per invertire il destino di questa azienda.
FAREMO il massimo sforzo per salvaguardare tutti gli stabilimenti piombinesi compreso la Magona. Importante resta l’impegno della Regione e il fatto che Magona possa essere inserita in un progetto complessivo di sviluppo della siderurgia piombinese con porto, infrastrutture, energia. Ma questo non vuol dire che Mittal non ci debba dare delle risposte, deve dirci che intenzione ha per il sito produttivo di Piombino». da ricordare che ArcelorMittal è il più grande gruppo mondiale dell’acciaio ed ha risorse e organizzazione per affrontare la sfide del mercato.
Maila Papi
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