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«Magona, Mittal deve investire» - Il Tirreno Livorno
I sindacati incontrano l'azienda e propongono una vertenza regionale
PIOMBINO. L'amministratore delegato della Magona Leandro Nanniperi, accompagnato dai dirigenti dell'azienda, ha incontrato ieri le Rsu e le segreterie di Fim, Fiom e Uilm. L'incontro programmato per la verifica produttiva dello stabilimento, è avvenuto dopo la convocazione da parte della Regione del management dell'azienda siderurgica sul futuro dello stabilimento.
«Dall'incontro - spiegano i sindacati - è emerso un quadro economico e produttivo che ha confermato le difficoltà di mercato in questo fine anno. Sono previste difficoltà anche per il primo trimestre 2011 è questo potrebbe comportare fermate più lunghe di quelle solitamente programmate».
Il quadro presentato dall'azienda sui temi delle infrastrutture, del costo dell'energia alto, delle bonifiche e degli investimenti ancora non definiti, non hanno fugato i dubbi e le perplessità manifestate dal sindacato sul tema del futuro.
«Nell'incontro - commentano ancora i sindacati - è emerso l'impegno del management aziendale per trovare le soluzioni per rendere competitivo lo stabilimento che, non possono prescindere dal percorso indicato dal sindacato. Gli investimenti per aiutare questo percorso da parte di Mittal, in un quadro dove l'andamento dei mercati e per l'esposizione finanziaria del Gruppo rimangono pesanti, sono essenziali. Anche lo studio del nuovo prodotto può rappresentare un segnale positivo, nell'ottica del consolidamento dello stabilimento, insieme all'allargamento della tavola del tandem, nella misura in cui verranno realizzati».
I sindacati ritengono essenziale, per dare una prospettiva allo stabilimento, intervenire con un accordo con l'azienda che coinvolga le istituzioni per affrontare i temi che riguardano tutte le difficoltà. Una base su cui coistruire una vertenza regionale sia nei confronti del governo, facendo intervenire il ministero dello Sviluppo, sia nei confronti della Mittal, che dovrebbe investire nello stabilimento piombinese per sostenere la competitività.
Rimuovere i punti di difficoltà delle industrie italiane, secondo Fim, Fiom e Uilm, «deve essere un impegno del sindacato e delle istituzioni, ma dall'altra parte la Mittal dovrà impegnarsi per rimanere nel territorio ed investire. Non è accettabile, infatti, sfruttare le risorse umane e ambientali di un territorio per poi pensare ad un disimpegno, quindi riteniamo che al prossimo incontro in Regione ci sia la volontà comune di costruire un protocollo di intesa che getti le basi per un possibile sviluppo dello stabilimento, così da assicuragli un futuro».
La nuova zincatura cinque della Magona
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