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«Piccini non è un avversario» Nardi spiega la sua candidatura - La Nazione Livorno

 

AUTHORITY IL VOTO DELL’ENTE CAMERALE  
 
NESSUNA FRATTURA in giunta camerale per la candidatura — decisa a stretta maggioranza, ma senza traumi — del presidente Roberto Nardi alla presidenza della Port Authority. Una candidatura, come ha detto Nardi alla presenza di quasi tutta la giunta (gli assenti erano giustificati, i presenti erano quasi tutti quelli che si erano espressi per Piccini o almeno la doppia candidatura) che ha inteso rispondere alle norme in vigore sulla “pluralità” dei nomi da fornire al ministro. E Nardi ha ribadito che se si dovesse arrivare a un secondo passaggio, cioé il ministro non decidesse tra i due nomi fornitigli dalle istituzioni (Piccini e Nardi, appunto) non intenderà né riproporsi né avviare eventuali ricorsi. Quello che ci ha tenuto a chiarire è che pur nella diversità di opinioni, la giunta camerale rimane coesa, il funzionamento dell’istituzione non ne è assolutamente inficiato da dubbi e non c’èn né c’è stata alcuna “diminutio” di rispetto e stima nei confronti del presidente uscente del porto Roberto Piccini, che non è un avversario. «Come credo pensi lui — ha detto Nardi — nei miei confronti». Si è voluto in sostanza fornire al ministro una possibilità di scelta come vuole la legge: con due candidature che non sono la “terna” di cui parlano le leggi, ma che in altre occasioni anche recenti (vedi Piombino) sono servite allo scopo. Tutto il resto, verrebbe da dire, è nebbia: ovvero è nell’incertezza di leggi poco chiare, che si prestano- malgrado anche i correttivi del 2005 all’originario testo del 1994 — a mille cavilli e interpretazioni, con due sentenze di Tar (Puglia e Venezia Giulia) che nel frattempo sono inbtervenute per chiarire le esigenze dell’alternativa.
LA MODIFICA della Costituzione, con maggiori poteri alle Regioni — ha ricordato Nardi — ha complicato ancora le cose, ma una almeno è chiara: se il ministro non sceglierà (motivando) né Piccini né Nardi, la palla passerà al presidente della Regione che potrà indicare una terna tutta nuova, ma anche (e qui le interopretazioni diventano molteplici) i due nomi in ballo se il ministro li avrà scartati motivando la cosa perchè privi di requisiti. «Il che per Piccini — ha riconosciuto Nardi con sarcasmo — mi sembrerebbe per lo meno singolare avendo già coperto la carica per quattro anni». E le designazioni che il ministro ha detto di non aver visto (se non quella del Comune?). «Noi le abbiamo mandate nei termini di legge — ha tagliato corto Nardi — saranno sulla scrivania di qualche funzionario».
A. F.


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