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Cinquanta posti in meno alla Solvay ma senza licenziamenti o «cassa» - La Nazione Rosignano

 

ROSIGNANO IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE A LIVELLO MONDIALE  
 

 di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
CINQUANTA persone a casa nell’arco di due anni allo stabilimento di Rosignano. Ciò nell’ambito di un piano di riorganizzazione globale Solvay che parte dal Belgio e che porterà a circa 800 esuberi a livello mondiale. Di questi, circa 120-130 sono italiani. E una cinquantina sono di Rosignano, dove lavorano poco più di 600 dipendenti diretti, sono 17mila in tutto il mondo. Si tratterebbe di personale che andrebbe in pensione e non verrebbe integrato? «Prematuro da dire — risponde l’ufficio stampa Solvay — non ci saranno né cassintegrati né licenziati. Diciamo che finora anziché ricorrere alla cassa integrazione, in modo non traumatico il personale andato in pensione non è stato sostituito. Ci sarà una graduale riduzione fino a cinquanta persone a partire da febbraio 2011 per terminare entro fine 2012. Con questa riorganizzazione vogliamo rafforzarci, renderci competitivi». A livello mondiale si quantifica la riduzione del personale in una riduzione di costi annui di 64 milioni di euro. Con risparmi annui di 55 milioni dovuti alle iniziative correttive nei confronti delle spese esterne. Qual è la riduzione dei costi a Rosignano? «Presto per dirlo». Per quanto riguarda l’informazione all’interno dell’azienda? «Da qui a febbraio faremo girare la comunicazione a tutti i livelli».
FORTE preoccupazione dei sindacati a cui ieri mattina è stato presentato il «Progetto Horizon», il progetto che prevede la riduzione del personale e che, si legge, «ci farà entrare in una nuova era, creando una nuova organizzazione per il nostro portfolio di attività per posizionare il nostro Gruppo per il futuro e affermare una posizione di leadership nella chimica sostenibile». E ancora. «Più specificamente, le iniziative per migliorare l’efficienza nelle funzioni di supporto al business potranno comportare una riduzione del personale che porterebbe a circa 800 esuberi a livello mondiale». Un «Progetto Horizon» che parte dalla vendita delle attività del settore farmaceutico «che ha fornito le risorse per concretizzare tutto ciò, tuttavia, abbiamo bisogno che il Gruppo sia strutturato in modo adeguato per realizzare pienamente i benefici di una tale trasformazione«. Per Alessandro Lami, delegato Cgil, «Vogliamo capire il futuro di Solvay a Rosignano, vogliamo un progetto industriale». Per Luca Luparini, delegato Ugl, «forte preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro, in particolare dei 50 prospettati per Rosignano. Ci riserviamo di valutare all’interno della Rsu la situazione, magari avendo a disposizione qualche dettaglio in più, e le iniziative da intraprendere». Ricordiamo che le Rsu a luglio lanciarono l’allarme, facendo presente il blocco del turn over nelle assunzioni. Una ventina di giorni fa il loro dissenso alla riorganizzazione della squadra antincendio presidio di sicurezza.


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