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Ecco la capitale del turismo associato - La Nazione Cecina
CECINA INAUGURATA LA «BETA». BENEDETTI: «QUI SI VIENE PER LAVORARE, NON È UNA FIERA ESPOSITIVA»
Contrattazioni a ritmo serrato e un successo che va oltre tutte le aspettative
di IGOR VANNI
— CECINA —
NEANCHE il tempo di inaugurare la Borsa Europea del Turismo Associato che buyers e imprenditori avevano già affollato la sala delle trattative. I professionisti del settore non hanno perso un solo istante e si sono gettati a capofitto nel lavoro per acquistare o vendere pacchetti turistici. E a giudicare dalle presenze, lo «strumento Beta» dà senz’altro dei riscontri positivi. «A differenza di altre borse simili — ha detto il sindaco Stefano Benedetti —, dove spesso l’aspetto espositivo è predominante, qui si viene per lavorare e alle 8.30 erano già iniziate le contrattazioni». Cecina, dunque, per questi due giorni sarà la capitale europea del turismo associato. «E per noi — ha proseguito Benedetti — è un grande onore stare al fianco di tutte le più grandi città europee che ospitano le borse del turismo. Ora lavoreremo sodo per festeggiare l’anno prossimo la 25ª edizione, un traguardo importante».
L’ELEMENTO di spicco è il consolidamento di realtà che da sempre hanno scelto la nostra provincia per le vacanze. Soprattutto Olanda e Germania hanno fatto la parte del leone, con 18 e 16 buyers rispettivamente. Una tendenza sottolineata anche da Paolo Pacini, patron della Beta e assessore al turismo della Provincia di Livorno, che ha portato i saluti del presidente dell’Enit. «Quest’anno — ha detto Pacini —, anche su indicazione degli operatori dell’offerta, abbiamo voluto rafforzare la presenza di tour operator provenienti dai mercati del Benelux, anche per rispondere alle loro aspettative, vista la lunga lista d’attesa di richieste di partecipazione alla Beta che si era creata per loro. In questi 24 anni abbiamo sempre cercato di far emergere aspetti marginali del turismo, ma con grandi potenzialità: si aprì così al turismo verde, poi al turismo scolastico (di cui fummo laboratorio sperimentale), poi al turismo accessibile. Quest’anno i nostri interessi sono rivolti al primo grande tema della Beta, il turismo socialmente organizzato, che rappresenta un segmento fondamentale per portare avanti un discorso di destagionalizzazione del prodotto turistico, oltre a far parte del DNA della manifestazione. Sentiamo sempre più forte l’esigenza di mettere al centro del nostro lavoro questo aspetto. Ne è una dimostrazione la nostra candidatura al progetto Calypso dell’UE finalizzato al sociale». Candidatura che sarà avanzata lunedì a Bruxelles dalla Regione Toscana, come ha confermato l’architetto Paolo Bongini, tra i fondatori della Beta insieme a Pacini. «Partimmo — ha ricordato — con la presunzione tipica di noi livornesi dopo aver visto l’Ipt di Berlino nell’86: non raggiungeremo mai quei livelli, però abbiamo ottenuto grandissimi risultati».
CECINA PAOLO PACINI HA VISTO NASCERE E CRESCERE A DISMISURA NEGLI ANNI QUESTA SUA «CREATURA»
«Uno strumento per conoscere tendenze e bisogni»
— CECINA —
«È UN PIACERE per me salutare l’arrivo di questa edizione». Sembrava quasi commosso Paolo Pacini, patron della Beta, nell’aprire i lavori a Villa Guerrazzi. «L’ho vista nascere e crescere prima come assessore al turismo del Comune di Cecina, poi come presidente dell’Apt, in seguito come sindaco di Cecina e adesso come assessore provinciale al turismo — ha detto Pacini —. Alla Beta si viene per lavorare, per conoscere le tendenze e i bisogni dei turisti e, ovviamente, per strappare contratti. Quando è nata, questa borsa aveva una dimensione europea, ora ne ha una mondiale. L’anno scorso c’erano Corea, Cina e India, adesso abbiamo Stati Uniti, paesi dell’Est e del Nord Europa e una presenza fortissima dell’area del Benelux. Abbiamo sempre lavorato nell’ottica di crescere ulteriormente e credendo fortemente nella destagionalizzazione. Per la nostra provincia, allungare la stagione di un mese e mezzo vorrebbe dire aumentare la forza lavoro di 1400 unità».
INSOMMA, numeri importanti che potrebbero andare in porto se la nostra provincia saprà imparare da chi ha puntato da anni ad un’offerta turistica di bassa stagione molto appetitosa. Come ha fatto la riviera romagnola. «Nel convegno di domani (oggi per chi legge, ndr) — ha sottolineato Pacini — ci confronteremo proprio con questa realtà. E poi un’attenzione particolare sarà data al turismo dei parchi, un segmento in grande crescita che permette di portare in loco un turista consapevole e creare economia in un territorio montuoso, permettendo così agli abitanti di rimanere a vivere nelle terre d’origine e presidiarle. D’altronde — ha concluso Pacini — siamo stati i primi a lanciare l’agriturismo, segno che crediamo molto in questi aspetti».
Igor Vanni
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