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Elia, i sindacati non firmano - Il Corriere di Livorno

 

LAVORO PORTUALE
Previsti a breve due giorni di sciopero e un volantinaggio sotto la sede della collegata Wintermar

L'azienda di movimentazione auto va avanti comunque con la cassa integrazione per 37 addetti

di Gianmaria Frati

La motivazione ufficiale dell'azienda è il calo di lavoro legato alla minor vendita delle auto. Ma, i cinquanta dipendenti della Fratelli Elia non sono convinti. La richiesta di cassa integrazione per 37 di loro non è stata accettata neppure dal sindacato.

Le banchine delle auto, si sa hanno ritmi alterni con grandi pienoni stagionali e periodi di magra. Ma, a partire da giugno, i piazzali della Elia sono sempre più vuoti.

Colpa della crisi e del mancato rinnovo degli ecoincentivi? Il mercato può aver influito, ma gli addetti non la mandano certo a dire:« Le auto ci sono ma vengono scaricate direttamente sui piazzali della Wintermar e da lì caricate sulle bisarche».

Un lavoro, quello per i dipendenti della Fratelli Elia, che ha visto un calo continuo associato, secondo alcuni, ad una crescita in altri settori del porto».

«Sono ormai settimane che di auto ne arrivano pochissime e prevalentemente per l'installazione di impianti a gas o piccole riparazioni».

Un traffico perso per la cattiva qualità del lavoro? Niente affatto perchè, a marzo scorso, ai dipendenti era arrivata anche una lettera di ringraziamento per aver saputo movimentare il numero record di 32mila auto in un mese.

Si tratta di una amara comparazione, ora che i piazzali sono quasi vuoti con gli addetti che sono praticamente fermi. L'azienda, secondo alcuni di loro non ha esitato «a mandarci dicono - in ferie forzate con il risultato che oltre a trovarci a un passo dalla cassa integrazione, abbiamo consumato tutti i giorni rimasti di cui potevamo avere bisogno durante l'anno».

L'ironia della sorte sta anche nel fatto che, se le osservazioni sul campo degli addetti sono corrette, il flusso di auto (da Elia a Wintermar/Sintermar) sarebbe rimasto in una compagine societaria similare. Wintermar è infatti partecipata dalla Fratelli Elia al 50%.

Un traffico che si sposta da una società all'altra dunque. Peccato però che al flusso di Ford, Nissan e Subaru da Elia a Wintermar non sia seguita la prestazione d'opera dei suoi dipendenti. Le auto su Wintermar verrebbero adesso scaricate da un altro prestatore d'opera.

Il timore, purtroppo non del tutto infondato, è che il fondo Clessidra, proprietario della Elia, intenda avviare una serie di "razionalizzazioni" utilizzando i piazzali presi in affitto da Wintermar e portando le bisarche direttamente sul posto, andando a risparmiare sul personale presente.

Le forze sindacali, nell'incontro tenutosi ieri in Confindustria, hanno deciso di non firmare per la cassa integrazione, mentre i dipendenti si apprestano a una due giorni di sciopero, compreso un volantinaggio a Sintermar.

A marzo c'era stato il record di 32mila auto movimentate in un mese.


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