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L'altoforno torna a marciare - Il Tirreno Piombino domenica 22 agosto
Manutenzione finita ma restano le incognite sul futuro
A settembre Severstal e banche si incontreranno per rinegoziare oltre 700 milioni di debito
V.P.
PIOMBINO. L’altoforno torna in marcia. Dopo le cariche in bianco della notte scorsa, il cuore dello stabilimento, salvo imprevisti, oggi riprende a funzionare. Si era fermato il 12 agosto per essere sottoposto ad un intervento di manutenzione. Niente a che fare con il rifacimento, che avrebbe già dovuto essere eseguito, e di cui l’impianto ha sempre più necessità.
Pur essendo indicata nel piano presentato a inizio agosto da Mordashov, dell’operazione non si conoscono termini e scadenze.
E questo accresce gli interrogativi su due elementi saldamente intrecciati tra loro. Primo: i rischi di resistenza, in sicurezza, dell’impianto. Che è il fulcro del ciclo integrale.
Secondo: le prospettive dello stabilimento.
I due punti continuano a scandire gli umori di quanti trovano del tutto insufficienti i contenuti di quella che può essere definita la carta d’intenti presentata dal magnate russo durante la sua visita piombinese.
Un piano che non guarda al futuro e, che, per i più critici, vuole semplicemente rappresentare una sorta di biglietto da visita da consegnare alle banche a settembre, quando riprenderà il confronto sulla ristrutturazione del debito per 700 milioni. Perchéè se è vero che il magnate russo ha annunciato investimenti con cui raddoppiare la produzione del treno rotaie e ammodernare l’altoforno, è vero anche che tutto è subordinato all’esito della contrattazione con le banche. Insomma, si sarebbe di fronte al tentativo di dimostrare che Severstal può onorare gli impegni mentre il vero obiettivo sarebbe la risoluzione dei problemi finanziari.
Nessuna certezza viene sull’effettiva sospensione della vendita perché di fronte a un’offerta ritenuta congrua, i russi non rinunceranno. Non lo hanno nascosto. Ed è anche questo che, a più riprese, ha fatto dire alla politica e alle istituzioni che Severstal non è il futuro per Piombino. E che c’è bisogno di un altro gruppo industriale. Oltre che del mantenimento dell’area a caldo.
Il Museo del ferro muove i primi passi
Affidata la progettazione del centro di documentazione
PIOMBINO. L’Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale, Aipai, studierà la progettazione del centro di documentazione degli archivi industriali della città, il cuore pulsante del futuro “Parco museo del ferro e dell’acciaio”, nell’ambito di Città Futura 2015.
Lo ha deciso la giunta Anselmi: l’archivio dedicato alla lavorazione dei metalli che custodirà la memoria di generazioni di operai che hanno lavorato all’interno della fabbrica siderurgica.
Una “memoria del ferro” che attraverserà tutte le epoche storiche, dagli etruschi fino ai nostri giorni.
Secondo il progetto comunale, il “museo del ferro e dell’acciaio” sarà ospitato all’interno dell’edificio delle ex Siviere, che sarà restaurato grazie ai fondi del piano integrato di sviluppo urbano sostenibile (il Piuss). Il nuovo polo dedicato alla storia siderurgica sarà composto di tre piani, estendendosi per una superficie massima di 12mila 800 metri quadri. All’interno, oltre al museo del ferro, ci saranno una sala espositiva per l’allestimento di mostre temporanee, vari servizi e, all’esterno, una caffetteria.
Dentro l’edificio uffici comunali e la sede della Parchi Val di Cornia che, stando agli accordi iniziali, dovrà gestire la struttura in accordo col Comune. Tra le sezioni tematiche di cui sarà composto il museo del ferro ci saranno quelle dedicate alla siderurgia toscana, alla storia operaia (con storie e racconti che vedranno protagonisti gli operai piombinesi), ai macchinari utilizzati nella fabbrica siderurgica, ed a “Piombino città fabbrica”. In pratica si troveranno documenti, plastici, ricostruzioni e foto dedicate all’industria ed alla trasformazione dei quartieri operai. Compito dell’Aipai sarà quello di realizzare un polo museale del ferro e dell’acciaio che ambisce ad entrare nel circuito dei luoghi più importanti della storia siderurgica toscana, tra cui spiccano le realtà di Suvereto, Follonica, dell’Elba, Valpiana, Accesa e Montagna Pistoiese. Intorno all’edificio - che sarà progettato secondo i moderni criteri ispirati al risparmio energetico - sorgerà un parco di circa sette ettari, dove si troveranno reperti di archeologia industriale di grandi dimensioni. Il polo museale sarà collegato ai quartieri di Poggetto, Cotone ed al centro città da piste ciclabili e percorsi pedonali. Prima dell’avvio dei lavori l’intera area dovrà essere bonificata (cantiere da fine 2011).
K.G.
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