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«Club Med, confermati i dubbi» - La Nazione Rosignano domenica 22 agosto

 

CASTAGNETO LA CONFERENZA DEI SERVIZI BOCCIA ALCUNI PUNTI DEL PROGETTO  

«La sinistra per» illustra le preoccupazioni di Regione e Arpat
 
 — CASTAGNETO —
SU RICHIESTA de «La Sinistra per Castagneto», nei giorni passati è stato discusso in commissione consiliare il verbale di conclusione della conferenza dei servizi sul piano di recupero di Villa Serristori e dell’ex Club Med di Donoratico. «Le valutazioni emerse — spiega ‘La sinistra per’ — sono molto pesanti per il progetto in questione e confermano tutti i dubbi e le preoccupazioni che non solo noi avevamo espresso in merito a questo intervento. La Regione Toscana chiede approfondimenti maggiori sul rischio idraulico presente in quella zona e soprattutto dice che non è chiaro come si raggiungerà il 50% di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili. In particolare per l’utilizzo dell’acqua, la Regione manifesta insieme ad Arpat le preoccupazioni maggiori perché nel progetto non si specifica quanta acqua sarà consumata dal complesso turistico sulla base delle potenzialità ricettive massime e nel dettaglio quanta acqua verrà prelevata dall’acquedotto, quanto recuperata dalle piscine, quanta dai pozzi esistenti. Definisce quest’ultima possibilità ‘non ambientalmente compatibile’ per il problema del ‘cuneo salino’».
DUBBI anche in merito alle nuove costruzioni. «Sia la Regione che la Soprintendenza — continua il gruppo di opposizione — bocciano il modello (inserito nel progetto) delle cosiddette ‘case sparse’, cioè di nuove costruzioni diffuse nell’area interessata e chiedono invece di utilizzare solo il suolo già occupato, sia per le costruzioni che per i servizi e le infrastrutture. Addirittura per le aree demaniali chiedono una cartografia precisa degli interventi previsti e manifestano una contrarietà esplicita all’utilizzo edificatorio della zona della Lecceta (l’allarme lanciato da Legambiente non era affatto campato in aria). La Soprintendenza è ancora più dura ed aggiunge che i 100.000 metri cubi esistenti costituiti da tettoie, dal Teatro all’aperto e dalle vasche del vecchio depuratore non possono essere convertite in superfici residenziali o turistico ricettivo».
«IL PARERE dell’ufficio (area 5) del Comune di Castagneto coincide in parte con le prescrizioni degli altri enti ma con alcune aggiunte. 1) Si deve procedere alle varianti urbanistiche (addirittura al piano strutturale) per ‘legittimare le destinazioni d’uso residenziali previste nel progetto’. 2) A questo scopo bisognerà forse anche variare la programmazione urbanistica provinciale che prescrive: ‘non si dovranno prevedere ulteriori espansioni residenziali sotto la ferrovia’. Traduzione: si fanno varianti (in Comune e in Provincia) solo per consentire altre seconde case. 3) I metri cubi da costruire più che da limitare sono da accorpare. In commissione la maggioranza ha comunicato che cercheranno di procedere velocemente senza ulteriori passaggi partecipativi. È fin troppo scontato dire — conclude il gruppo — che si stanno assumendo le responsabilità di sconvolgere il futuro di Castagneto».


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